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5G, l'AGCM spinge per alzare i limiti di emissione e favorire lo sviluppo della rete

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha indirizzato al Presidente del Consiglio Mario Draghi una lunga relazione (la trovate al link in FONTE) che tra i vari temi tocca anche le necessità del settore delle telecomunicazioni, e indica nello sviluppo di un'infrastruttura 5G a livello nazionale uno degli aspetti cruciali per potere garantire all'Italia un salto in avanti in ambito tecnologico ed economico.

Un passaggio chiave per accelerare questo processo è stato individuato dall'AGCM nell'innalzamento dei limiti emissivi, che sono quelli prescritti dal DPCM 8 luglio 2003, e che attualmente “appaiono essere estremamente ridotti rispetto a quelli raccomandati in sede europea: il valore cautelativo indicato dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalla Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP) è pari a 61 V/m, laddove quello italiano è attualmente fissato a 20 V/m e scende a 6 V/m nelle aree con un'alta densità abitativa. Si tratta di una misura prudenziale e cautelativa che rende quella italiana una delle soglie più basse al mondo, con l'effetto di rallentare sensibilmente lo sviluppo delle reti mobile rispetto al passo tenuto da altri Paesi europei.

L'attuale scenario, secondo AGCM, costituisce un ostacolo non solo per gli operatori telefonici già attivi ed impegnati in quest'ambito sul territorio nazionale, ma anche per l'eventuale ingresso nel mercato di nuovi operatori e servizi. Oltretutto, un effetto paradossale di questa situazione sta nella proliferazione (oltre la misura che sarebbe altrimenti necessaria) delle torri di trasmissione, proprio per potersi attenere ai limiti di emissione senza però rinunciare all'omogeneità del campo.


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