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GPU introvabili e care? Ora il mining si fa da Game Boy

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il mercato delle GPU è stato letteralmente preso d'assalto dai miner di criptovalute: non è semplice entrare nel settore in questo periodo storico, sempre che non si sia disposti a valutare strategie alternative.

Una di queste può essere quella proposta dal modder stacksmashing, il quale è riuscito a trasformare un vecchio Game Boy – il primo modello, quello del 1989 – in una vera e propria macchina da mining. O forse no. Ovviamente siamo ironici, in quanto il lavoro svolto da stacksmashing – per quanto incredibile – non è certo in grado di produrre alcun profitto, specialmente considerando il fatto che la criptovaluta scelta è proprio il Bitcoin e non qualche altcoin secondaria. Parliamo quindi di un progetto guidato dal puro spirito di sperimentazione: non si fa perché utile, ma perché può essere fatto.

Ma come è riuscito stacksmashing a rendere possibile il mining su una macchina obsoleta e poco potente come il Game Boy originale? Il modder si è avvalso di una Raspberry Pi Pico per realizzare il ponte che permette alla console di comunicare con un PC, al fine di portarla in rete e di poter ricevere le istruzioni di estrazione. Fortunatamente il Game Boy era dotato di una porta di comunicazione (al tempo serviva per il multi player o per collegare accessori come la stampante), quindi è stato possibile sfruttarla per permettere alla console di dialogare con il mondo esterno.


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