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NFT: cosa sono i token non fungibili di cui tutti parlano

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Dalla GIF di un gatto che lascia dietro di sé una scia arcobaleno al primo tweet della storia, passando per un quadro digitale composto da 5mila immagini, ma anche video e brani musicali: oggi in Rete tutto ciò che si crea si può vendere "sotto forma" di NFT.

Un acronimo che non vi suonerà nuovo (è stato da molti definito l'argomento del mese) e che avrete sicuramente letto in relazione a due note personalità che hanno amplificato a dismisura il fenomeno: Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, che ha di recente venduto all'asta il suo primo tweet come NFT per la modica cifra di 2,9 milioni di dollari, e l'onnipresente Elon Musk, estimatore accanito delle criptovalute, che ha prodotto un brano di musica elettronica come NFT (dal titolo omonimo) che metterà presto in vendita.

Sono in realtà migliaia i nomi associati a questa nuova "ossessione". Quello degli NFT, infatti, è un mercato che sta crescendo a un ritmo vertiginoso: nel 2020 il giro d'affari complessivo ha toccato i 250 milioni di dollari, circa il quadruplo rispetto all'anno precedente, come riportano i dati di NonFungible Corporation e dell'Atelier Bnp Paribas.


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