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Palermo, la mafia del Borgo Vecchio e il “controllo” sulla curva ultras

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

C’è anche un capitolo che riguarda le vicende interne al mondo ultras rosanero e il “controllo” da parte della mafia nell’indagine culminata oggi in una seconda operazione al Borgo Vecchio di Palermo (denominata “Resilienza 2” in relazione alla prima, risalente a ottobre 2020) con l’esecuzione di 15 misure cautelari.

Il gip nel disporre il provvedimento scrive che Cosa nostra avrebbe mostrato un interesse “pressante” nel mantenere “ordinata” la situazione interna alla tifoseria dello stadio ed evitare contrasti fra gruppi ultras. Contrasti che potenzialmente (secondo gli indagati) rischiavano di causare una diminuzione del seguito verso la squadra e soprattutto che la curva col tempo restasse “vacante”.

Quest’ultimo aspetto viene teorizzato (in una conversazione intercettata) da Jari Massimiliano Ingarao, che avrebbe affidato a Giorgio Mangano il compito di tenere i rapporti con alcuni esponenti delle tifoserie. Mangano è indagato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa al pari di Giovanni “Jhonny” Giordano (fondatore delle Brigate Rosanero ed esponente di lungo corso del mondo ultras rosanero): per entrambi era stato chiesto l’arresto, ma tale richiesta è stata respinta dal gip.

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