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Com'è cambiata la ricerca di lavoro online nell'anno della pandemia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La Rete è una miniera infinita di informazioni e non manca chi la usa per trovare lavoro. È una considerazione ancor più vera nell'anno che – a causa della pandemia – ha messo a dura prova il sistema produttivo, determinando la perdita di numerosi posti di lavoro. Lo ricorda una recente ricerca di Semrush sulla ricerca del lavoro online partendo dal dato di fonte INPS dei 662.000 posti di lavoro in meno e dei 4 miliardi di ore di cassa integrazione erogate nel 2020.

Lo studio prova a rispondere alle domanda: che occupazione cerca chi ha perso/non ha ancora/vuole cambiare lavoro? Per rispondere, Semrush ha analizzato i dati sulle ricerche degli italiani effettuate nell'ultimo anno. I risultati evidenziano in primo luogo l'attenzione per le misure a sostegno della disoccupazione, poi l'interesse verso quelle attività, aziende e settori che hanno affrontato la crisi sanitaria riuscendo anche a trarne profitto.

BONUS DISOCCUPATI E LAVORO AGILE IN VETTA ALLE RICERCHE

  • "Bonus per disoccupati" è stata la chiave di ricerca che ha registrato il maggior incremento rispetto al 2019: +2.198%; è stata digitata in media sui motori di ricerca 3.428 volte al mese. Ha generato particolare interesse la cosiddetta Indennità Covid-19, il bonus da 600 euro cercato in rete per tutta la durata del 2020 utilizzando la chiave "Bonus 600 euro disoccupati" – è quasi 2.500 volte al mese in media, con un picco di 14.800 ricerche ad aprile 2020;
  • "Lavoro agile" è aumentato parallelamente l'interesse per le forme di lavoro flessibile, una delle risposte che il sistema produttivo ha dato per non restare paralizzato dalla pandemia. La specifica chiave di ricerca ha totalizzato 14.300 digitazioni mensili, +812% su base annua e un picco di 74.000 ricerche a marzo 2020. Nell'ampia categoria del lavoro agile rientra anche il "lavoro da casa" (+29% di ricerche su base annua con 56.000 ricerche mensili) e il "lavoro a distanza" (+303%, 810 digitazioni al mese).

AMAZON, SUPERMERCATI E CORRIERI: I POSTI PIÙ AMBITI

Non sorprende che le ricerche di nuovi posti di lavoro si siano concentrate su aziende e settori che non sono stati penalizzati dalla pandemia. Nel 2020 Amazon ha registrato guadagni record, ma più in generale gli e-commerce hanno visto crescere il fatturato come gli altri soggetti dell'indotto, aziende di trasporto in primo luogo. Nell'ambito della ricerca sulle offerte di lavoro dalla ricerca Semrush emerge:


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