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Facebook, iniziative e ricerche per aiutare la vaccinazione contro il coronavirus

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Facebook annuncia nuove iniziative di supporto alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus SARS-CoV-2, che causa la malattia COVID-19:

  • A ogni post sulla piattaforma che discute dell'argomento verranno allegati link con articoli e informazioni provenienti da fonti ufficiali e attendibili. Questo succederà sia su Instagram sia su Facebook; i link cercheranno di essere più pertinenti al contesto possibile. Per esempio, se un utente pubblica sul proprio feed una domanda sulla sicurezza dei vaccini, verrà automaticamente inserito un link al sito dell'OMS che spiega il processo di verifica e approvazione dei vaccini. Inizialmente questi articoli saranno inclusi in un numero limitato di lingue tra cui non figura l'italiano; per localizzazioni aggiuntive bisognerà aspettare qualche settimana, ma non sono state fornite informazioni più precise su quali e quante.
  • Verrà ridotta la distribuzione di contenuti di utenti che hanno ripetutamente violato le policy sul coronavirus, per esempio diffondendo informazioni dimostratesi false, fuorvianti o decontestualizzate sulla pandemia.
  • Nei gruppi in cui amministratori o membri hanno ripetutamente violato le norme sul coronavirus, tutti i post dovranno essere prima approvati dallo staff.
  • Le fonti ufficiali o autorevoli saranno ulteriormente amplificate e promosse dagli algoritmi.
  • Uno strumento che permette agli utenti di capire dove e come vaccinarsi: include informazioni utili come numero di telefono del centro, orari di apertura, indirizzo e link diretto per ottenere un appuntamento. Per ora il servizio è stato presentato negli USA, ma Facebook punta a renderlo disponibile in molti altri Paesi, in base alla diffusione e disponibilità delle dosi di vaccino.

Le novità arrivano appena qualche ora dopo che il Washington Post ha riportato i risultati di una ricerca, condotta privatamente da Facebook, sui comportamenti degli "indecisi sui vaccini". Si tratta di soggetti che non postano o amplificano necessariamente teorie del complotto o informazioni false, ma hanno una posizione più diffidente – per esempio dicono di stare peggio di quanto preventivato dopo aver ricevuto un vaccino.

Lo studio conferma un effetto ampiamente previsto sia da Facebook stessa sia dagli esperti che si occupano di comunicazione: bastano pochi commenti di questo tipo per avere un effetto domino sulle persone più suscettibili e meno convinte. Appena 10 delle 638 fasce in cui i soggetti della ricerca, ovvero tutti gli utenti americani, erano stati suddivisi includeva più della metà di tutti i contenuti che esprimevano dubbi e incertezze sull'efficacia dei vaccini. Nella fascia in cui il dubbio era più forte, appena 111 utenti avevano pubblicato più del 50% di tutti i contenuti.


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