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Apple accusata in Francia: perché anche iOS 14 non usa il suo anti tracciamento?

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Nuove grane in vista per Apple, questa volta in Europa. Dovrà vedersela in tribunale con France Digitale, importante associazione che unisce diverse realtà che operano nel settore informatico e dei media, molto influente all'interno dei palazzi di governo locale e centrale. L'accusa di violazione del regolamento comunitario sulla privacy è stata depositata presso il CNIL (Commission Nationale de l'Informatique et des Libertés), l'organo ufficiale del Paese preposto alla tutela dei dati personali.

Al centro della disquisizione c'è iOS 14 con la sua funzionalità di anti tracciamento, "una grande vittoria per i consumatori" secondo alcuni (il riferimento va in questo caso alle parole rilasciate da Mozilla), una grossa perdita (economica) per altri (Facebook in primis). In pratica, a partire da questa primavera le app dovranno chiedere il consenso all'utente per poterlo tracciare a fini pubblicitari. Uno strumento di maggior consapevolezza per Apple, un limite ad un mercato che frutta più di 200 miliardi di dollari all'anno per chi invece si schiera contro.

PERCHÉ É CONTRARIO ALLE NORME UE

Tutto da interpretare il motivo per cui France Digitale ritiene la modifica apportata da iOS 14 contraria alla normativa comunitaria sulla privacy: in parole povere, il benestare da parte degli utenti sull'utilizzo dei tracker è necessario per le app, ma non per Apple che all'interno delle impostazioni del dispositivo non contempla tale sistema di approvazione. Apple sarebbe dunque libera di condurre le proprie campagne pubblicitarie mirate senza la necessità di ottenere il consenso da parte dell'utente.


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