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Da Boscaglia a Hera Hora, il giorno più lungo del Palermo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Nessun rimpianto per nessuno. Il rapporto tra Boscaglia e il Palermo era partito male ed è proseguito peggio. L’esonero è la naturale conseguenza di risultati molto al di sotto delle attese e di un gioco che non è mai decollato, di rapporti non sempre sereni con la piazza e di una “comunicazione” non sempre felice. Insomma, un esonero che è la “fotografia” di un fallimento generale.

Anche Boscaglia, probabilmente, smaltita la delusione del primo momento, prenderà questo incidente di percorso con un sospiro di sollievo. Il campionato era diventato un calvario. Nel suo difficile mestiere capita, talvolta, di trovarsi nel posto giusto al momento sbagliato.

Un esonero tardivo, ho commentato a caldo, perchè è evidente a tutti che la squadra era allo sbando, anche dal punto di vista nervoso e che troppi equivoci erano rimasti irrisolti. In sei mesi, dopo una promozione dalla D in linea con i programmi iniziali, il Palermo ha disperso un patrimonio di entusiasmo e adesso difficilmente potrà rimettere insieme i cocci di un progetto che ha più radici che ali. 

Toccherà a Giacomo Filippi, proprio il vice di Boscaglia, il compito di riportare un po’ di serenità in un ambiente dilaniato dalla delusione e dalle incomprensioni e di preparare la sfida di Catania di mercoledì, tradizionalmente la più attesa dai tifosi. Servirà buon senso e un maggiore equilibrio tattico che Boscaglia – troppo spesso integralista nelle scelte, a dispetto dei risultati – non è mai riuscito a ottenere. 

Sarebbe però ingeneroso dare tutte le colpe a Boscaglia. La società, che aveva indovinato quasi tutto il primo anno, ha commesso tanti errori in fase di costruzione della nuova avventura tra i professionisti. A cominciare proprio dalla scelta del tecnico che è stata piuttosto tardiva, per proseguire con scelte tecniche inadeguate, un mercato troppo “risparmioso”, una preparazione precampionato approssimativa e una gestione troppo onerosa in rapporto ai risultati ottenuti. Per non parlare di qualche frizione interna, nascosta come la polvere sotto il tappeto, e la deflagrazione dei rapporti tra i due principali azionisti che, nonostante non siano affatto buoni, tendono ancora al peggioramento.

Questa stagione brucerà otto milioni di euro, il “tesoretto” di Hera Hora è già praticamente finito con un anno di anticipo (solo in parte addebitabile al Covid). L’esonero di Boscaglia, maturato sulla strada del ritorno da Viterbo, arriva nel giorno in cui si riunirà il consiglio di amministrazione di Hera Hora che dovrebbe deliberare la decisione di mettere in liquidazione la società (con il parere contrario del socio di minoranza Di Piazza) con prospettive future non ancora chiaramente decifrabili, anche perché molti contratti si trascineranno nel prossimo bilancio. Chi sarà in grado di immettere nuova liquidità? 

La “battaglia” tra le due anime della società è dietro l’angolo e probabilmente la via d’uscita meno dolorosa per tutti sarebbe la cessione del pacchetto azionario al migliore offerente. Per quello che è dato sapere non è in dubbio la “tranquilla” conclusione della stagione e non dovrebbe esserlo nemmeno l’iscrizione al prossimo campionato. Ma non c’è spazio per i sogni. Nemmeno per le illusioni.

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