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Palermo più equilibrato, serenità ritrovata. Ora sotto col Catanzaro

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Il calcio lo fanno soprattutto i giocatori di calcio, carissimi amici del Vulcanico rosanero e di Stadionews24. Sembra una considerazione scontata, lapalissiana, quasi alla Catalano, per rendere omaggio allo scomparso, bravissimo musicista che nel programma “Quelli della notte”, meraviglioso divertimento di oltre 35 anni fa per noi anziani, fu protagonista con le sue ironiche e surreali banalità.

Dico questo per introdurre quello che voglio scrivere a proposito della importantissima vittoria del Palermo a Torre del Greco, bella e preziosa come i meravigliosi coralli della cittadina campana. E cioè che il risultato, al di là di ogni disquisizione e chiacchiere su motivazioni tecniche e psicologiche, lo hanno scritto a caratteri cubitali tre giocatori:

1) il sempre più convincente, concreto, promettentissimo lungagnone Lorenzo Lucca, vent’anni, dieci gol realizzati in questo campionato, che ha messo la firma alle due belle reti rosanero, entrambe da autentico “bomber” re dell’area di rigore;

2) il portiere Alberto Pelagotti, che non sembra ancora essersi ripreso dall’infortunio di Avellino e che anche mercoledì scorso si è fatto cogliere impreparato e soprattutto mal piazzato sul tiro del pareggio di Romano da fuori area;

3) il centrale Ivan Marconi, protagonista al 71esimo e con il Palermo sul 2-1 di un formidabile, decisivo intervento di contenimento, da grande difensore, su Ventola, pronto a scoccare il tiro che quasi certamente avrebbe riportato la Turris in parità.

Tre episodi, tre protagonisti del Palermo, due in positivo (devo e voglio usare questo aggettivo …) e uno in negativo: è la sintesi nuda e cruda della partita, che ne ha definito il risultato finale a prescindere da tutto il resto, che è soltanto contorno.

Non ho molto altro da aggiungere alle tante soddisfatte analisi e riflessioni sulla vittoria del Palermo a Torre del Greco, netta nonostante l’incertezza di Pelagotti subito bilanciata dal secondo gol di forza di Lucca in avvio di ripresa e che ancora più netta avrebbe potuto essere se i rosanero avessero concretizzato le almeno altre due grandi palle gol avute a disposizione. E’ un limite riconosciuto dallo stesso allenatore Boscaglia, a causa del quale la squadra ha già buttato al vento troppi punti e sul quale giocatori e tecnico dovranno lavorare ancora parecchio.

Mi piace tuttavia sottolineare che la presenza in campo fin dall’inizio di Malaury Martin – ho già scritto su questa rubrica fin troppe volte che per me si tratta di un giocatore importantissimo per il Palermo –, impiegato accanto a Francesco De Rose, ha con tutta evidenza dato equilibrio alla squadra e alla manovra collettiva. Anche in questo caso va ribadito il concetto iniziale, il calcio lo fanno i giocatori: nel Palermo di Torre del Greco c’era De Rose più indietro nella posizione che una volta si chiamava di centromediano metodista, con Martin regista più avanzato dal piede buono, come conferma il cross pennellato depositato sulla testa di Lorenzo Lucca in occasione del primo gol. Il beneficio per l’assetto generale in campo e per il gioco si è ben visto, nonostante il supporto del terzo centrocampista Broh sia stato ancora una volta modesto e al disotto delle aspettative.

Va bene così, dopo due vittorie di fila guardiamo avanti con più serenità e fiducia e soprattutto con più punti: ora i rosanero ne hanno 33 e sono all’ottavo posto, un solo punto sotto il Teramo che fino a qualche settimana fa era tra le protagoniste del campionato, quattro sotto il Catania che le buscate pesantemente dalla capolista Ternana e soprattutto cinque sotto il Catanzaro, quarto dopo le tre big del girone C della Serie C/1 (la mattatrice umbra, l’Avellino e il Bari). Dunque l’obiettivo ineludibile è battere domenica allo stadio Barbera alle 12,30 i giallorossi calabresi e ridurre lo svantaggio a soli due punti: il che significherebbe dare una prospettiva diversa e nuove motivazioni al cammino dei rosanero.

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