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Huawei si inchina ad Apple: per il CEO sono gli iPhone 12 i migliori smartphone 5G

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il CEO di Huawei Ren Zhengfei è tornato a dimostrare tutta la propria stima per Apple, e ad indicarla una volta di più come riferimento assoluto per tutto il settore. Secondo Zhengfei, infatti, gli iPhone 12 sono "i migliori smartphone 5G al mondo". Un riconoscimento che chiaramente non è casuale, ma appartiene ad un discorso più ampio che punta ad evidenziare i meriti dell'infrastruttura 5G targata Huawei (che come sappiamo in Europa sta incontrando grande resistenza, Italia compresa), che consente ai dispositivi della mela morsicata di raggiungere il picco di velocità di download pari a 1,82 Gbps.

E non a caso ha aggiunto che Huawei ha contribuito in maniera attiva all'estensione della copertura 5G, e lo ha fatto realizzando "le migliori reti 5G in molte città del mondo". Nel connubio tra iPhone e 5G, Ren Zhengfei vede una possibilità di riscatto per l'immagine di Huawei, che in questi due anni è stata travolta da un'onda negativa che ne ha eroso il capitale reputazionale. La speranza infatti è che gli utenti europei proprietari dei nuovi iPhone, capaci di sfruttare le reti di ultima generazione fornite da Huawei, possano maturare un sentimento nuovamente positivo verso il colosso cinese. Una speranza che probabilmente dovrà scontrarsi col fatto che l'utenza media difficilmente è al corrente di informazioni così approfondite, e si limita semplicemente ad utilizzare i propri smartphone.

IL FUTURO DI HUAWEI

Quello che sta attraversando Huawei, impegnata nella transizione ad HarmonyOS (non priva di dubbi e polemiche), è indubbiamente un momento delicato e decisivo della propria storia: dopo un'ascesa verticale, che aveva reso l'azienda il leader mondiale del mercato smartphone a metà 2020, gli effetti del ban imposto dagli USA si sono fatti sentire, eccome. L'assenza dei servizi Google sui nuovi dispositivi, e la successiva difficoltà nel procurarsi i componenti necessari a produrre processori, hanno frenato enormemente il colosso cinese, che è stato anche costretto a vendere il marchio Honor per liberare almeno una costola dal giogo statunitense.


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