Hi-Tech

Apple ci fa dormire (bene). I sensori per monitorare il sonno sono impercettibili

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Monitorare: è questa la parola d'ordine in questi ultimi anni. Vogliamo sapere tutto del nostro corpo, all'istante, sia che facciamo attività fisica, sia che siamo sedentari davanti a un PC 10 ore al giorno. Ad essere sinceri tenere sotto controllo i principali parametri vitali – seppur non attraverso strumentazioni medicali – è importante per ciascuno di noi, consentendoci di intervenire tempestivamente qualora ci fossero dati allarmanti e in generale di star dietro alla nostra salute.

Smartphone, smartwatch e smartband sono diventati ormai i nostri compagni quotidiani, pronti a rilevare battito cardiaco, ossigeno nel sangue, persino la pressione arteriosa (vedasi Galaxy Watch 3 e Active 2). Ma di notte? Bisognerebbe continuare a indossare il nostro dispositivo per poter accedere alle funzioni sul sonno, ma non tutti offrono un'autonomia tale da permetterci di non ricaricarlo tutti i giorni mentre dormiamo. Apple potrebbe avere la risposta giusta.

Sono due i brevetti depositati dall'azienda di Cupertino, entrambi pubblicati dalla USPTO ieri, 11 febbraio. A prima vista non si tratta di nulla di nuovo, bensì di un miglioramento di ciò che già esiste (ed Apple, in questo, è maestra). L'idea – anzi, le idee – di Apple consistono in dispositivi da posizionare tra il materasso e la coperta, sotto il nostro corpo. Come detto, di soluzioni del genere ne esistono a iosa, ma è sulla sua (non) invasività che l'azienda si è concentrata, sfruttando le competenze internalizzate da Beddit, società acquisita nel 2017 e che in questi anni ha portato alla commercializzazione di dispositivi come lo sleep tracker lanciato a fine 2018.


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