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A Città della Pieve, il 'buen retiro' di Mario Draghi (dove la gente tifa per lui)

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – È a Città della Pieve, un borgo umbro della Val di Chiana, il ‘buen retiro’ di Mario Draghi. È lì che nei giorni convulsi delle consultazioni, il presidente del Consiglio incaricato si è rifugiato. Nel casolare immerso nella campagna al confine tra Umbria e Toscana l’ex presidente della Bce è rientrato anche mercoledì sera, probabilmente per sottrarsi ai riflettori; ed è da qui che che è ripartito questa mattina intorno alle 9 alla volta di Roma, distante 150 km, scortato dalle forze dell’ordine.

Nell’ultimo anno Draghi ha vissuto abbastanza stabilmente con la moglie a circa un chilometro dal borgo umbro, in un casolare in mezzo al verde acquistato nel 2009 per trascorrere periodi di vacanza. Il legame con il paese è diventato più forte negli ultimi anni, tanto che per le strade di Città della Pieve la gente lo considera ormai quasi un “concittadino”, che spesso si fa vedere per le strade del centro storico per un acquisto, per assistere al Palio dei Terzieri o per qualche giro in Panda in campagna.

Il premier incaricato ha trascorso nel suo rifugio la maggior parte del 2020, ma con rare apparizioni tra la gente, soprattutto a causa delle norme anti-Covid. L’ultima volta che è stato visto risale a Natale, ma c’è chi sostiene che Matteo Renzi di recente sia arrivato in elicottero, per un incontro che si sarebbe svolto nella massima riservatezza. “Si tratta solo di voci”, puntualizza il sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini. Intanto, tutti coloro che hanno avuto occasione di incontrarlo, si augurano di rivedere il professore a Palazzo Chigi. 

E’ la persona più adatta per il Paese in questo momento difficile – sostiene il primo cittadino – concilia la grande esperienza a livello mondiale con una buona dose di umanità, che gli permetterà di gestire bene questa fase transitoria dello Stato”.

L’idea dei pievesi che hanno avuto modo di scambiare qualche parola con il presidente incaricato è quella di una persona “mite, sempre gentile e di basso profilo”. Lo confermano l’edicolante e il macellaio da cui l’economista si serve nei lunghi periodi che trascorre in Umbria. “Una persona normalissima e semplice – sostiene Marco, della macelleria Rosi – anche il figlio si serve spesso da noi”. Il figlio Giacomo ha scelto il duomo di Città della Pieve per il suo matrimonio.

Tappa fissa di Draghi è poi, ovviamente, l’edicola del paese: “Capita spesso, è di casa, è ormai uno di noi. Gentilissimo, alla mano, eccezionale – racconta il proprietario, entusiasta – la persona giusta per salvare l’Italia in questo momento, per l’uomo che è e per quello che ha fatto per l’Europa, nel suo precedente incarico”. Altro luogo caro al premier incaricato è la chiesa: il parroco di Città della Pieve, Don Augusto Panzanelli, racconta che “frequenta spesso la messa delle 18“. Il fedele illustre “è riservato, si mette in disparte”. 

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