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Il Palermo, la dura legge del gol e la condanna dell’ex. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT







Squadra che pareggia a Potenza non si cambia! E quindi Boscaglia conferma tutto l’undici che ci ha fatto disperare contro una delle squadre più mediocri del campionato, con la sola nota lieta del rientro di Accardi. Quelli della Ternana ci sembrano grossi e cattivi già per i fatti loro. Se ci mettete che si sono pure vestiti di nero come un gruppo di impresari delle pompe funebri in visita ispettiva nella casa del “de cuius”, capite bene che ci sediamo con le mani attaccate ai bassi fondi. E preghiamo.

La capolista pressa e corre senza sosta e il Palermo fa fatica a mettere due passaggi di fila. Però in contropiede ci prova e Lucca riesce a tirare sul portiere dopo una corsa solitaria di qualche metro. Dopo il primo quarto d’ora il Palermo si riorganizza e comincia a prendere campo e ci fa pure bene sperare. Non succede quasi nulla ma la partita è vibrante e i rosanero, questa volta, la giocano con il piglio giusto. Pare quasi una partita di calcio vera e il Palermo non demerita affatto. Anzi, ai punti meriterebbe (che non abbiamo mai capito cosa significhi ma ci piaceva scriverlo!).

Si rientra dopo l’intervallo con Silipo al posto di Kanoute che come al solito aveva girovagato a vuoto e ci sembra di capire che il mister voglia provare a vincerla. E il campo gli dà subito ragione perché Silipo salta un uomo, serve Valente che allarga per Accardi che pennella un cross per la testa di Lucca che non sbaglia. Vantaggio del Palermo!!!

La Ternana reagisce con un po’ di lentezza ma dopo qualche minuto il Palermo comincia a faticare e non tiene più palla, anche perché il tecnico umbro mette dentro tutti i più grossi che ha. Addirittura noi teniamo l’ingresso dello stesso Lucarelli che, secondo noi, nonostante la panza simile alla nostra, un gol riuscirebbe a farcelo. La tensione sale e il tempo sembra non passare mai. Uno dei vostri cronitifosi si chiede perché quando uno perde, il tempo vola e quando vince pare una lumaca. Presi da questi interrogativi filosofici restiamo a bocca aperta quando Broh, di testa, riesce a prendere in pieno il portiere da dentro l’area piccola su una delle poche sortite offensive dei rosa.

Il calcio ha poche leggi, ma sono inesorabili: gol sbagliato, gol subito. Sul rovesciamento di fronte segna Falletti. Confermando un’altra legge calcistica di valore primario come quella dell’ex. Non ci chiedete come, perché non lo abbiamo capito. Un pareggio che ci è sembrato comunque immeritato. C’è ancora il tempo per un infarto causato da un palo di Falletti su punizione ed errore da due passi di un giocatore della Ternana e un ribaltone di fronte con un improbabile tiro da fuori al volo di Luperini che finisce lemme lemme tra le braccia del portiere.

Abbiamo sperato nell’Effetto Draghi e nella partita della svolta, ma non ci è rimasto neanche il bicchiere della staffa. Il Palermo ha giocato bene e poteva pure vincere ma anche questa volta, si vince la prossima volta. Forza Palermo!

Pelagotti 6 – Non ci ricordiamo una sua parata significativa. Prende il gol perchè, come sempre, si trova davanti il giocatore avversario che lo infilza, anche se stavolta al termine di una “fagiolada” in area che ci lascia e lo lascia senza parole. Per fortuna si raccomanda all’incrocio al 94’ ed almeno evitiamo la sconfitta. Incolpevole.

Accardi 7 – Si conferma una delle poche note positive del Palermo dell’ultimo periodo. Una partita attenta in difesa e un grande assist per il momentaneo vantaggio dei rosa. Peccato per l’infortunio. Ripigghiati.

(dal 22′ s.t. Doda) s.v.

Palazzi 6,5 – Sta cominciando a prenderci gusto a giocare da centrale difensivo, non disdegnando qualche uscita elegante per rilanciare l’azione. Mezzo libero.

Somma 6,5 – Oggi non possiamo rimproverargli nulla, anzi in difesa ci sembra quello più attento. Bentornato.

Crivello 5,5 – Non aveva demeritato ma sul gol del pareggio umbro buona parte di colpa è sua. Mezzo punto in meno ci pare il minimo. Troppo buoni (noi).

Odjer 6,5 – Il solito lavoro infaticabile in ogni zona del campo. Ne avessimo un paio di altri così  non saremmo a metà classifica. Da clonare.

(dal 22’ s.t. Broh) 4 – Si divora il gol che avrebbe chiuso la partita. E noi non gliela perdoniamo. Incazzati (noi).

De Rose 7 – Come già si era intravisto è un giocatore di altra categoria. Soprattutto grazie al suo movimento sulla mediana ed alla capacità di dettare i tempi dell’azione, finalmente il Palermo non è costantemente in inferiorità nella zona nevralgica del campo. Centrocampista vero.

Luperini 5 – Alla fine di ogni partita ci chiediamo sempre che abbia fatto, sia nel bene che nel male. E la risposta è sempre la stessa: boh! Disperso.

Kanoute 5 – Solita prestazione inconcludente e confusionaria. Schiumazza.

(dal 1’ s.t. Silipo) 7 – Impatta sulla partita in maniera prepotente. Non solo perché avvia l’azione che vale il gol del vantaggio con una bella giocata ma anche perché mette in continua pressione la difesa avversaria e lo notiamo anche in fase di ripiego quando c’è bisogno. Vorrebbe giocare sempre, e si vede. Panchina stretta.

Lucca 7,5 – Un altro bel gol di testa che conferma le sue doti in questo fondamentale. Peccato che con i piedi non sia altrettanto bravo, come dimostra l’occasione fallita nel primo tempo. In ogni caso non possiamo che confermare la crescita costante, anche nella capacità di tenere più alta la squadra, che sta progressivamente ammorbidendo le nostre critiche. Mezzi pentiti (noi).

(dal 36’ s.t. Saraniti) s.v. 

Valente 7 – Conferma di essere uno dei pochi che può inventare qualcosa. Un paio di assist, una spinta offensiva costante sulla fascia sinistra, forse un mezzo rigore che poteva anche essere concesso da un arbitro più generoso. Esce stremato. Nomen omen.

(dal 39′s.t. Floriano) s.v.

Boscaglia 6 – È un Palermo trasformato rispetto alle ultime prestazioni e noi speriamo che non sia solo perché, in genere, ci si esalta a giocare contro le squadre di vertice. Vogliamo credere che sia anche un po’ merito suo che ci è sembrato meno estremista del solito nella impostazione tattica. Mezzo pentito (pure lui).

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