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Bing al posto di Google in Australia: Microsoft pronta al colpaccio

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Microsoft è pronta a riempire il vuoto che lascerebbe Google in caso di effettivo ritiro del suo motore di ricerca dal mercato australiano. Del caso vi abbiamo raccontato pochi giorni fa: il sostanza, l'Australia sta per approvare una legge che obbligherebbe Google a pagare gli editori per gli articoli ripresi su News e, più problematico, gli snippet visualizzati nel motore di ricerca. L'estate scorsa il colosso americano aveva scritto una lettera aperta criticando il provvedimento, e in tempi più recenti ha addirittura detto di non vedere altra soluzione che andarsene, qualora non vengano apportate modifiche concrete al testo.

Il primo ministro Scott Morrison ha risposto in modo altrettanto fermo, dicendo che il Paese non si piega alle minacce; e poi ha tenuto un colloquio con Satya Nadella, amministratore di Microsoft, che tra le sue numerose attività gestisce anche un motore di ricerca, Bing. É piccolo rispetto a Google, e Nadella ha visto nella situazione australiana un'occasione di crescita importante, facendo presente che il suo motore di ricerca è pronto a sostituire l'attuale padrone del mercato se davvero deciderà di andarsene (è importante ricordare che tutto ciò riguarda solo e soltanto il motore di ricerca, ed eventualmente News; non diventerebbe uno scenario stile Cina, in cui tutti servizi di Mountain View, inclusi Maps, Drive, Gmail o il Play Store, sono censurati dal governo).

Anche Facebook sarebbe molto colpita dalla nuova legge: sarebbe costretta a pagare gli editori per gli articoli che le persone condividono sulla sua piattaforma social. A quanto pare Mark Zuckerberg in persona ha condotto meeting online con alcuni politici australiani importanti, tra cui il ministro delle comunicazione Paul Fletcher e il tesoriere Josh Frydenberg. Ma non ci sono stati grossi sconvolgimenti – e sembra che non ce ne saranno: anche l'opposizione è d'accordo. La legge dovrebbe essere approvata entro le prossime settimane.


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