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No alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre dal Comune di Adrio 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – “No” alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento perché la “signora non ha mai avuto a che fare con il nostro paese, ne’ noi siamo stati parte della sua storia”. Il comune di Adro, in provincia di Brescia, guidato dal sindaco leghista Paolo Rosa replica così, in una lettera inviata al presidente Anpi Gualtiero Tonoli, alla proposta avanzata da quest’ultimo a fine ottobre, di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita.

Il sindaco leghista scrive al presidente dell’Anpi di Adro

“Crediamo che la cittadinanza onoraria abbia senso se la città che la concede ha avuto una parte, anche piccola, nel percorso di vita di una persona – scrive il sindaco – . Non abbiamo avuto la fortuna di incrociare la storia della signora con la nostra storia e non avrebbe senso tracciare un legame che non c’è mai stato”.

E parlando di storia, nel passato non troppo lontano di questo comune c’è un episodio che torna subito alla mente: era il 2010, quando l’amministrazione leghista di allora, balzò agli onori della cronaca per aver ‘agghindato’ con centinaia di Soli delle Alpi, simbolo del Carroccio, il nuovo polo scolastico. Una vicenda che tre anni dopo, portò alla condanna da parte della Corte dei Conti, dell’ex sindaco Oscar Lancini e di sei componenti della giunta al pagamento al Comune bresciano di circa 10mila 600 euro in tutto per il “danno indiretto” legato alla vicenda dei 700 ‘Soli delle Alpi’ disseminati in ogni angolo della scuola. 

Ammirazione e rispetto per Segre

Tornando alla senatrice, che il sindaco Rosa nella lettera chiama quasi sempre la “signora Segre” non viene messo in discussione il valore dell’azione ‘divulgativa’ che porta avanti. Nella missiva il primo cittadino si dice infatti d’accordo sul fatto che la Segre sia una persona da “rispettare e ammirare” e riconosce l’importanza di quanto sta facendo per tenere vivo il ricordo del passato per l’educazione dei giovani. Tuttavia sottolinea “la cittadinanza onoraria non è il solo modo in cui esprimere ammirazione verso qualcuno”.

La cittadinanza non è l’unico modo per rendere onore alla Signora

“E siamo certi – aggiunge Rosa – che troverete un modo più appropriato per rendere onore alla Signora che anche noi stimiamo per la sua attenzione verso la formazione dei giovani ai valori”. In conclusione, torna a ripetere il sindaco “Ci sono molti uomini e donne che si dimostrano meritevoli di lode e che è giusto ascoltare e valorizzare ma non crediamo che questo (di conferire la cittadinanza, ndr.) sia il modo appropriato”.
 

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