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Brave, primo browser con supporto nativo IPFS: a cosa serve e perché è importante

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Un paio d'anni fa si scriveva: Internet è sempre meno libero. Oggi si può dire che è diventato ancora più evidente anche il rischio che il sovraccarico delle infrastrutture possa causare interruzioni più o meno rilevanti dell'accesso alla rete (si pensi all'impatto di attività come lo smart working e la didattica a distanza). Censura e blackout della Rete sono due problemi che potrebbero trovare soluzione mediante un'opera di decentralizzazione del web.

DECENTRALIZZARE IL WEB

Il protocollo IPFS (InterPlanetary File System) è un importante strumento per raggiungere questo obiettivo e il browser Brave è il primo a supportarlo nativamente.

L'idea della decentralizzazione del web è semplice: anziché concentrare tutte le risorse in server centralizzati, i contenuti – si pensi ad una pagina web – vengono distribuiti in molteplici nodi interconnessi. Il paragone più immediato è quello con i download tramite BitTorrent: il file non è archiviato su un unico server centrale, ogni utente della rete peer-to-peer può sia scaricare il file, sia inviarlo ad altri utenti, accelerando l'attività di condivisione.


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