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Palermo: personalità e atteggiamenti da rivedere. A cominciare da Lucca…

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Ancora una volta il Palermo è riuscito a ottenere in-extremis un risultato positivo in una gara che, per il dominio mostrato su un avversario di una modestia disarmante, avrebbe dovuto assicurarsi ben prima del 92’ minuto. L’analisi a mente fredda della partita con la Cavese consente alcune riflessioni generali su questo campionato ed altre più specifiche sulla nostra squadra. Giunti a metà del cammino, ritengo che il Palermo, pur con gli errori della fase progettuale e le difficoltà connesse alla pandemia, possa conseguire il traguardo dei play-off in una posizione favorevole. Questa opportunità, che si offre a una squadra gravata da tanti problemi, è l’indicatore principale della pochezza di questo campionato, un torneo e un Palermo di Terza Serie che appaiono distanti anni-luce da quelli di un passato non troppo lontano.

Il confronto appare impietoso sia sotto l’aspetto tecnico, che sotto quello più squisitamente caratteriale. Partendo dalle retrovie, come paragonare il titubante Somma, il velleitario Lancini o il volenteroso Accardi di questo periodo con giocatori del livello di De Sensi, Biffi o Bucciarelli. Esistono in questo organico difensori dotati della personalità di un Carrera, di un Serra, di un Sassarini o, andando più indietro nel tempo, di un Ranieri ? Purtroppo il discorso si ripete a centrocampo, dove il giocatore più affidabile è l’umile faticatore Odjer e dove ancor di più s’avverte la mancanza di elementi carismatici capaci di prendere in mano le redini della squadra e guidare i più giovani. Tralasciando il “fuori-quota” Cappioli, come non ripensare a giocatori come Di Carlo, Manicone, De Biasi, Favo, Modica. Ed evito di infierire parlando degli attaccanti.

Il discorso sulle “guide in campo” e sui giovani da instradare mi conduce al mio secondo spunto di riflessione. Lorenzo Lucca rappresenta il principale investimento tecnico del nuovo Palermo. Lucca – insieme a Silipo – ha un contratto pluriennale (a differenza di Rauti ancora legato al Torino) e una sua valorizzazione potrebbe rimpinguare le casse del Palermo falcidiate dalla pandemia. Ciò può spiegare la scelta di non acquistare la famosa “punta dai 12-15 gol sicuri”, cautelandosi con un elemento di categoria come Saraniti.

Con queste premesse e in base ai messaggi che provengono dal campo, vorrei capire le ragioni di certi atteggiamenti di Lucca alla prima grande opportunità professionale offerta da una squadra blasonata come il Palermo. Come fece Silipo dopo i gol contro il Marsala o il Biancavilla o lo stesso Rauti dopo il gol di Cava, immagino che un esordiente che segna nel finale gol decisivi debba letteralmente esplodere di gioia.

E invece, abbiamo assistito agli insulti verso la tribuna nella gara contro la Viterbese, alla statuaria immobilità “alla Bresciano”, o peggio “alla Balotelli” con corredo di grugno, dopo lo straordinario gol del pareggio contro il Bari. Ed è alla luce di questi precedenti che giudico negativamente l’atteggiamento di Lucca anche in occasione del rigore sbagliato a Cava. Intendiamoci, l’unico calciatore che non sbaglia un rigore è colui che non ne calcia; ma io qui discuto la preparazione al tiro, l’atteggiamento e il comportamento del giocatore dopo l’errore. Uno come lui, che non ha ancora dimostrato niente nel mondo del calcio, dovrebbe “mangiare l’erba”, “dare l’anima” in campo per conquistare il posto in squadra, dannarsi per rimediare a un errore che rischiava di compromettere un risultato molto importante.

Invece io non ho notato nulla di tutto questo; e spero di non essere stato il solo. In assenza di guide carismatiche in campo, l’auspicio è che qualcuno, nel chiuso di uno spogliatoio o di un ufficio, inviti Lucca a riflettere sui propri errori e a comprendere che il futuro di ciascuno di noi si prepara nel presente. La giovane società del Palermo mostri anche lei segni di crescita e Lucca faccia un salutare bagno di umiltà e non sprechi, recitando una parte che non gli si addice, l’occasione che gli si offre. E’ un augurio che esprimo nel suo interesse e in quello di noi tifosi di una squadra che ha scelto di puntare su di lui.

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