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Renzi: "Non vogliamo poltrone. Siamo pronti a lasciarle"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Nessun problema personale con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma un problema politico, messo sul tavolo da Italia viva, unico partito disposto a mollare le poltrone. Matteo Renzi torna a parlare di governo con la sua e-news, ‘aspetta’ che il premier vada, come annunciato, a riferire in Parlamento, e nello specifico in Senato, visto che il leader di Iv è lì che è stato eletto; non arretra sui contenuti, e fra questi la necessità di utilizzare i soldi del fondo salva Stati per trovare le risorse che servono alla sanità.

 “Se qualcuno davvero immagina che abbiamo fatto tutto questo baccano per prendere un ministero in più, quel qualcuno deve farsi vedere. Possibilmente da uno bravo. Grazie”, scrive Renzi, dopo aver illustrato le posizioni di Iv. Nè manca di sottolineare: “Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte. E gli ho scritto qui, mentre i parlamentari di Italia viva hanno scritto a Gualteri qui. Sul Recovery, sul Mes, sull’intelligence, sulla scuola, sull’alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell’Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla ‘narrazione’ dei portavoce”.

“Ma vi rendete conto che nel Recovery Plan per i giovani e l’occupazione, nei prossimi sei anni, ci sono meno risorse di quelle che sono previste per il solo 2021 per il cash-back? Davvero il futuro dei nostri giovani vale meno del futuro di una carta di credito?”, osserva. Per Renzi “le veline del Palazzo” che  “riempiono i giornali di toto ministri” sono “chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone”, ma Italia viva sta sul merito delle cose: “Il premier ha detto che verrà in Parlamento in modo trasparente. Lo aspettiamo in Senato. E se i responsabili di Lady Mastella sosterranno questo governo al posto nostro noi non grideremo allo scandalo ma rispetteremo la democrazia parlamentare”.

 Oggi la priorità, spiega ancora, sono i vaccini: “La velocità del vaccino salva la vita, come sanno in Israele. È per questo che mesi fa avevo chiesto un piano vaccinale per tempo, senza che a gestirlo fosse sempre e soltanto il commissario Arcuri, ribattezzato Superman dal Governo. Quando avanzai questa proposta mi dissero che non era il momento delle polemiche. Ma non è colpa nostra se diciamo le cose prima e non ci ascoltano. Del resto, se ci fosse oggi un rapporto diverso tra Stato e Regioni – come pure avevamo proposto qualche anno fa – le cose sarebbero molto più semplici e efficaci. Vaccinare si può e si deve (qui Vito De Filippo e Lella Paita hanno lanciato una giustissima petizione, siamo quasi a quota 10.000 firme: più firmiamo, più facciamo pressione). A Napoli, mezzo secolo fa, vaccinarono contro il colera un milione di persone a settimana. In Israele corrono e vaccinano a più non posso, anche con un governo dimissionario. Perché in Italia andiamo a rilento? Se servono più risorse, c’è il Mes. E se avessimo preso il Mes sei mesi fa oggi avremmo più vaccinati. Semplice, no?”, nota. 

Intanto, all’unisono, altre voci si levano in Italia viva, come quella del presidente del gruppo di palazzo Madama, Davide Faraone: “Conte deve dare risposte immediate prima agli italiani che a Italia viva: basta con la tattica del rinvio che fa male al Paese. Da mesi abbiamo posto temi veri dal Mes al recovery, dalle scuole al lavoro e il premier non può continuare a galleggiare sulle questioni aperte. Abbiamo posto temi seri, si possono affrontare e risolvere per tirare fuori il paese dall’emergenza o si posso tenere lì e andare a caccia degli Scilipoti in Parlamento. La scelta sta al premier, ma devo dire anche alle forze politiche di maggioranza che lo sostengono. Noi lo abbiamo detto chiaramente, non facciamo compromessi al ribasso e non abbiamo bisogno di spostare la notte più in là”, aggiunge.

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