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Palermo, legittime lamentele con l’arbitro. Ma ci sono anche errori “rosa”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT







Voglio cominciare oggi la mia consueta riflessione post partita del Palermo in modo … inconsueto, scusate il gioco di parole, almeno per quanto mi riguarda. Cioè associandomi alle critiche dell’allenatore rosanero Roberto Boscaglia alle decisioni e in generale all’atteggiamento dell’arbitro.

Non parlo mai delle direzioni di gara, raramente l’ho fatto nella mia carriera di cronista del pallone, preferisco fermarmi sempre ad osservare il comportamento in campo delle squadre e basta. Ma stavolta mi hanno colpito molto le parole del tecnico rosanero: “Noi non vogliamo essere trattati meglio degli altri, vogliamo solo quello che è giusto”. Mi hanno colpito in modo particolare perché, guardando la partita contro la Viterbese sul mio computer, ero rimasto già perplesso per alcune decisioni arbitrali nel primo tempo, poi al quinto minuto della ripresa mi sono ritrovato a perdere il mio aplomb di osservatore disincantato e ho gridato al rigore di fronte alla plateale trattenuta della maglietta davanti alla porta avversaria di Andrea Saraniti, che aveva colpito il palo e si apprestava a ribadire in rete. Sì, per me era rigore netto, plateale e indiscutibile, probabilmente sarebbe stato fondamentale per dare una svolta diversa alla partita e al risultato.

E dunque credo che su questo punto abbia ragione Boscaglia a lamentarsi e a chiedere per la sua squadra un trattamento più equo. L’allenatore del Palermo ha aggiunto una cosa che mi trova completamente d’accordo: si ha quasi la sensazione che alcuni arbitri, il signor Mario Cascone di Nocera Inferiore è uno di questi, vogliano fare capire che non nutrono alcuna fascinazione nei riguardi del vecchio blasone rosanero, comunque di una squadra che rappresenta nel calcio una grande città, anche andando sopra le righe nella direzione di gara, cioè oltre quello che dovrebbero correttamente fare e finendo per danneggiare il Palermo per fare vedere di non favorirlo. Era una cosa che mi era venuta in mente in qualche partita precedente, stavolta l’ho focalizzata ancora meglio alla luce dello sfogo, debbo dire giusto e sacrosanto, di Boscaglia. Speriamo che non si ripeta, anche se ho molti dubbi in proposito.

Poi c’è il resto, il meglio e il peggio di una squadra che, lo abbiamo capito bene, ci farà palpitare parecchio, divertire e soffrire pure, da qui alla fine del campionato. Il peggio è meglio dirlo prima: gli errori ancora una volta imbarazzanti e devastanti di una difesa che in fasi decisive delle partite sembra di burro e si fa letteralmente travolgere dagli avversari. Sui tre gol della Viterbese, certamente sul secondo e sul terzo, le responsabilità della retroguardia rosanero sono state clamorosamente evidenti, sia in fase di piazzamento che di marcatura e interdizione degli avversari, andati a segno con grande facilità. Non faccio nomi di singoli perché non mi piace e non serve, parlo di reparto. E aggiungo anche di copertura sicuramente insufficiente da parte del centrocampo.

Il meglio del Palermo che ha fatto 3-3 allo stadio Barbera contro un’avversaria che non era un fulmine di guerra, ma ha saputo giocare con grande coraggio e determinazione, è stata la reazione da squadra vera a un nuovo e deleterio tracollo casalingo che sembrava vicinissimo. Già il gol del pareggio di Andrea Saraniti, sempre più leader tutto cuore del Palermo di Serie C, dopo il ribaltone dell’1-2 della Viterbese, aveva sgombrato le nuvole nere che si addensavano sulla squadra; poi, dopo il 2-3 del gigante nero Mbende che pareva aver messo il sigillo definitivo sul risultato, la nuova rabbiosa reazione degli uomini di Boscaglia veniva premiata dal secondo gol personale del redivivo e provvidenziale Lorenzo Lucca.

In sintesi: una partita che sembrava già persa per una serie di errori madornali è stata raddrizzata in extremis e questo deve essere considerato un merito del Palermo. In una situazione del genere, un pareggio va considerato il male minore e può perfino essere accolto tutto sommato con soddisfazione – sicuramente con un sospiro di sollievo -, soprattutto perché maturato alla fine di una sfida molto divertente e che ha fatto comunque onore allo spettacolo del calcio, anche se forse non alla qualità e all’equilibrio in campo.

Non dico altro, anche se potrei scrivere di alcune scelte nella formazione iniziale mandata in campo da Boscaglia che non mi hanno affatto convinto. Aspetto con curiosità e interesse la partita di domenica a Foggia, importante e contro un avversario di valore e di peso; al ritorno in trasferta dopo tante partite casalinghe, ci darà informazioni significative sulla condizione, sulla crescita e sulle possibilità della squadra forgiata da Boscaglia. Credo che il Palermo, scegliendo gli uomini giusti, potrà giocarsela, anche con l’handicap non indifferente dell’assenza di Almici.

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