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Il rimpasto di governo agita i partiti, la prudenza del Colle

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Tutti parlano di rimpasto, tutti o quasi ufficialmente negano di volerlo, tutti a microfoni spenti indicano i ministri da sostituire. Di certo il tema di una nuova fisionomia del governo Conte II, a maggioranza invariata, sta agitando i sonni di molti. A essere preoccupato è certamente il premier Giuseppe Conte che, raccontano, preferirebbe proseguire senza scossoni in una fase così complicata per il Paese.
Mentre al Colle non giungono richieste ufficiali in tal senso, nessun leader di partito ne ha mai parlato al capo dello Stato. E il Presidente non ha voce in capitolo, sono decisioni, quelle di cambiare o meno i ministri, che spettano al premier, al governo e alla sua maggioranza. Va solo ricordato che il cambio di più di un solo ministro comporta un cambio di fisionomia del governo e dunque un passaggio alle Camere per una nuova fiducia. Un passaggio così delicato e da gestire con tale perizia che il Presidente ritiene utile la prudenza, a maggior ragione in una fase in cui i cittadini hanno urgenze ben più pressanti. 
Unico a ribadire apertamente la sua richiesta di una “ripartenza” è il dem Goffredo Bettini, che professa “grande stima” in Conte e non lo vorrebbe cambiare ma chiede un “passo in avanti dei leader dei partiti”, a cominciare da Di Maio e Zingaretti. Ovviamente “dopo l’emergenza”. Bettini mette in prosa il tentativo che secondo molti animerebbe Pd e M5s di avere maggiore presa sulle decisioni di palazzo Chigi, soprattutto in vista della attuazione del Recovery plan. Un tentativo che ha però diverse sfumature, in entrambi i partiti, e che viene ufficialmente smentito da tutti.
Il leader dem Zingaretti è chiaro e rilancia sui contenuti: “La lotta contro la pandemia dal punto di vista sanitario deve essere ancora il principale, se non esclusivo assillo di tutti, insieme all’impegno sul versante economico, sociale e produttivo”. 
Il rimpasto è solo “uno stucchevole chiacchiericcio” fa sapere Matteo Renzi, facendo loro presente che l’importante è che il governo affronti tre priorità: vaccini, Recovery plan e scuola. Una linea esposta dal leader Iv anche al premier Conte, con cui nei giorni scorsi ha avuto due colloqui. Per i renziani il rimpasto continua dunque a essere un tema non all’ordine del giorno, ma semmai l’esito di un percorso che si basa sui contenuti di un rilancio dell’azione di governo: “prima l’agenda, poi la squadra”, ripete Renzi. 

Anche Vito Crimi non apprezza l’idea: “In questi giorni noto come le parole ‘rimpasto’ e ‘messa in discussione’ del governo siano sempre più ricorrenti, anche da parte di esponenti delle forze di maggioranza. Chi ne parla mi sembra fuori dalla realtà. Siamo nel pieno di una tempesta” afferma il capo politico M5s che ritiene “fuori dal mondo” l’ipotesi di un cambio al governo e si dice “orgoglioso” di tutti i ministri Cinquestelle: “Nessuno è ‘sacrificabile'”. 

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