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Huawei apre impianto in Cina per produrre processori: al via l'indipendenza dagli USA

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Huawei è alla ricerca di soluzioni per reagire al ban imposto dagli Stati Uniti, questione non di poco conto per la sua sopravvivenza sul mercato internazionale e non di facile attuazione. Se da un lato vanno tenute in considerazione le recenti aperture che ammorbidiscono in parte i divieti, dall'altro l'azienda si trova impegnata ad elaborare un piano a lungo termine perché in futuro possa considerarsi indipendente dai fornitori americani.

Come sappiamo, il problema principale riguarda i processori, la cui produzione richiede competenze e tecnologie che Huawei non ha mai internalizzato, demandandole a soggetti esterni. Stando al Financial Times, però, la società cinese avrebbe dato il via alla costruzione di un impianto a Shanghai dedicato proprio alla realizzazione dei chip. Il centro produttivo sarà gestito da Shanghai IC R&D Center, da tempo collaboratore di Huawei.

La parola d'ordine dell'azienda sembra essere "nessuna fretta": si partirà con i processi a 45nm, per poi procedere con quelli a 28 nel 2021 e a 20 nel 2022. L'intenzione è chiara: acquisire know-how senza bruciare le tappe, consapevoli di restare indietro rispetto alla concorrenza nel breve termine per essere competitivi nel lungo periodo.


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