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Telegram e Deepfake: scatta l'indagine del Garante privacy

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il progresso tecnologico è inarrestabile, ma non tutti i passi in avanti che compie sono positivi per la collettività; o meglio, non tutti gli utilizzi che si fanno della tecnologia lo sono. Un esempio è rappresentato dall'utilizzo dei software per il deepfake, ovvero uno strumento che permette di realizzare video e immagini trasformando il volto, la voce e il corpo delle persone. Le cronache recenti hanno dimostrato che i deepfake siano un potenziale strumento di diffusione di fake news – un'ipotesi che diventa tanto più concreta quanto più sofisticati saranno i software in grado di creare falsi pressoché indistinguibili dagli originali.

Purtroppo l'uso distorto dei deepfake va ben oltre il mondo delle notizie false e può sfociare in veri e proprie lesioni della dignità personale. Lo dimostra la nuova indagine annunciata dal Garante Privacy italiano che vuole vederci chiaro sul fenomeno relativo ad un particolare tipo di deepfake creato tramite un bot di Telegram e diffuso tramite la popolare app di messaggistica. L'operazione compiuta dal bot è semplice: prende la foto di una ragazza e la applica ad un corpo discinto. Le vittime si trovano così ad essere (falsamente) spogliate a propria insaputa, mentre le relative immagini corrono velocemente in rete.

Il fenomeno è passato sotto i riflettori nei giorni scorsi dopo la diffusione di una ricerca di Sensity (una startup che si occupa di sicurezza informatica) che ne ha denunciato la gravità. Nella nota del Garante si legge:


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