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Palermo in crisi, senza l’amore dei tifosi l’Aquila non riesce a volare

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Il Palermo torna al Barbera, dopo sette mesi, senza il suo pubblico per colpa del maledetto virus e subisce la seconda sconfitta contro una squadra, l’Avellino, certamente più in forma dei nostri giocatori. Le lacune sono evidenti e il bravo Boscaglia deve ancora trovare la quadratura del cerchio con i giocatori che ha a disposizione, far acquisire loro la migliore forma fisica e trovare il famoso “amalgama” reclamato da Massimino, che è fondamentale in tutti i giochi di squadra.

Le cose da dire dal punto di vista tecnico sono tante, anche se ragionevolmente deve tenersi conto del fatto che la squadra ha giocato solo tre partite e che purtroppo non ha disputato alcuna amichevole, durante il ritiro estivo. L’aspetto umano colpisce però sopra ogni altra cosa e l’emblema della partita e del momento storico che stiamo vivendo in tutto il mondo, è rappresentato dall’immagine del presidente Mirri, solo all’interno dello stadio nel suo solito posto in gradinata.

La solitudine è l’elemento che caratterizza la nostra attuale vita quotidiana e si riflette in tutte le attività lavorative, ricreative e sportive. La tutela della salute è il bene primario certamente ma quanto ci sta costando? La nostra vita è cambiata e nessuno sa con certezza quando si potrà tornare alla cosiddetta normalità che altro non è che la libertà di autodeterminare le nostre azioni quotidiane. Una squadra di calcio senza il suo pubblico perde forza, vitalità e carattere.

Vero è che questa circostanza non può in alcun modo costituire un comodo alibi per giustificare errori commessi per inesperienza da parte della giovane società e dei giocatori, ma è altrettanto vero che senza il sostegno del popolo dei tifosi si può anche rendere al 50% delle possibilità. Questo brutto momento passerà e il commovente striscione dei tifosi che volevano fare sentire la loro invisibile presenza allo stadio sarà sostituito da cori di incitamento, bandiere rosanero e sciarpe tese in aria da mani avide di successi.

Ci vuole molta pazienza perché il momento è unico e nessuno dei nostri amici e parenti lo aveva mai vissuto prima di noi. Ci vuole fratellanza e senso di appartenenza anche fra i tifosi rosanero che in tante occasioni hanno dimostrato in passato di sapere attendere tempi migliori. L’aquila è sola e volare da soli è più difficile ma non impossibile. Ha bisogno di sentire calore di tutti i tifosi rosanero e presto si alzerà per confortare la nostra solitudine e il nostro desiderio d’amore.

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