Cultura

Un Cavaliere difende la memoria di Leonardo sull'Adda

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CULTURA

AGI – Il Santuario della Madonna della Rocchetta è una di quelle perle nascoste di cui è piena l’Italia ‘minore’, come viene impropriamente chiamata la fetta di Bel Paese fuori dai circuiti del turismo di massa. La chiesetta trecentesca sorge su un’altura che domina a strapiombo l’Adda ed è stata eretta su un ‘castrum’ romano con una torre di avvistamento per sorvegliare il fiume.

A cavallo fra tre province

La prima curiosità è che il santuario arroccato sopra Porto d’Adda si trova all’esatto delimitare di tre province: la scalinata è in provincia di Lecco, la chiesa ora è Monza Brianza e prima era Milano, dall’altra parte del fiume inizia quella di Bergamo.

Lo spirito del Genio

Ma il vero protagonista di questi luoghi è Leonardo da Vinci che dal suo soggiorno milanese venne a condurvi molti studi di idraulica oltre a trarne ispirazione per le sue opere. Nel “Codice Atlantico” ci sono diversi disegni che raffigurano le spettacolari rapide di questo tratto dell’Adda e proprio un argine del fiume fa da sfondo a “La vergine delle Rocce”. Il Genio toscano nel suo soggiorno a Vaprio d’Adda, ospite di Francesco Melzi, suo futuro erede, ebbe modo di lavorare a molti progetti idraulici come quello di un canale da Milano al Lago di Como sfruttando l’Adda. L’idea era di superare la stretta e il dislivello dei Tre Corni di Brivio con un tratto artificiale realizzato con un sistema di chiuse, un’intuizione che sarebbe stata messa in pratica solo quattro secoli dopo. Molti suoi studi per centrali idrauliche assomigliano a quelle disseminate lungo il fiume e tuttora funzionanti che sono una delle grandi attrattive per chi percorre la meravigliosa pista ciclabile.  

L’angelo custode

A custodire la memoria di questo posto incantato è Fiorenzo Mandelli che da anni si occupa quasi in solitaria della gestione della chiesetta e a cui negli ultimi tempi si sono affiancati un pugno di giovani volontari. Fiorenzo, che per il suo impegno lo scorso anno è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica, si è impegnato perché il santuario non fosse abbandonato all’incuria e si offre di raccontarne la storia a chiunque lo contatti per una visita. 

La donazione di Bertrando

“Fu Bertrando, un ricco dottore di Milano che aveva fatto una generosa donazione per la costruzione del Duomo di Milano, a voler costruire per sé un luogo sacro”, racconta Mandelli,
“fece edificare questa chiesa e la diede ai frati agostiniani. Era l’anno 1386, lo stesso della fondazione del Duomo: si può dire che sono gemelli”. La gente della zona si affezionò a questa chiesa perché “il fiume era la vita, poiché dava lavoro, dava da mangiare”. “Per questo motivo qui c’era tanta devozione, anche se non è una cattedrale, è una chiesa piccolina, costruita con i sassi. Però, se guardate sull’altare, ci sono tante grazie ricevute”, ha spiegato. 

La ‘nomina’ dal parroco

L’impegno di mandelli per questa chiesa tra Paderno d’Adda e Cornate ebbe inizio nel 2006, quando insieme ad alcuni anziani del posto iniziò a fare qualche taglio delle erbe infestanti e di pulizia dell’area esterna attorno alla Santuario della Rocchetta e delle conche sottostanti del naviglio di Paderno d’Adda. Successivamente il parroco don Egidio Moro, parroco di Cornate d’Adda, lo designò a curatore e responsabile del Santuario, costruzione a ridosso della quale esiste un’area archeologica con una cisterna tardo romana. E ora lui spiega questi luoghi ai numerosi pellegrini e visitatori che passano lungo il fiume Adda: che siano semplici viandanti, scolaresche o ospiti importanti come alti prelati, attori o ex calciatori, Fiorenzo mette uguale passione in questo ruolo di custode della memoria e della bellezza.

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