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Il Palermo sceglie il basso profilo. Ora tocca a Boscaglia…

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Il Palermo sceglie il basso profilo. Nessuna spesa di rilievo, nessun “botto” al calciomercato che si è chiuso ieri sera ma con la prospettiva di portare a casa il centrocampista Luperini (molto probabile) e il difensore Almici (probabile) che si è svincolato dal Verona. Poi, con il mercato degli svincolati, si potranno riempire ancora un paio di caselle.

Ora la palla passa a Roberto Boscaglia, che certamente aveva sperato (e chiesto) di più, soprattutto in attacco. Sarà lui a dover modellare nel migliore dei modi il materiale umano a disposizione, decidere se insistere con il modulo 4-2-3-1 e trovare, insieme al suo staff, la strada di una condizione atletica che possa supportare l’aspetto tecnico-tattico.

Il Palermo è in ritardo: la preparazione senza amichevoli ha pesato su questo avvio, le prime scelte di squadra sono state fatte quando ancora non c’era Boscaglia, il calendario non è stato certo amico mettendo subito di fronte il Teramo (forse la squadra più in palla), Ternana e Avellino, e il rinvio della gara con il Potenza ha rallentato la marcia di avvicinamento a una condizione atletica migliore. Il pareggio del Teramo a Bari ha reso meno dolorosa e allarmante la sconfitta dei rosanero e ha confermato che non basta avere i favori del pronostico come il Bari per essere certi di arrivare primi.

Ma il Palermo, almeno quello di adesso, non è squadra che può ragionevolmente puntare a vincere il campionato ma solo garantirsi un posto di riguardo nei playoff. Bari, Ternana e Avellino hanno qualcosa in più e come sempre ci sarà spazio per qualche sorpresa. Sulla carta, il Palermo ha messo a posto la difesa con giocatori esperti e duttili; a centrocampo, considerato Luperini, non ha grandi alternative ma ha qualità; in attacco si affida a Saraniti che goleador non è mai stato e spera che almeno uno tra Lucca e Silipo possa maturare prima del tempo. Non si può dire che la squadra sia scarsa (semmai ancora lontana dal top della condizione) ma Bari e Ternana sono sopra di almeno una rampa di scale. Sarà importante riuscire a limitare i danni in questa prima fase della stagione in attesa di capire quali siano i margini di miglioramento. A cominciare dalla sfida di domani a Terni che riveste già molta importanza per classifica e morale.

I tifosi non sono contenti, almeno a giudicare dalla maggioranza dei commenti postati su questo sito. Molti si aspettavano il centravanti da 20 gol, qualcuno chiedeva “nomi” altisonanti che il Palermo non ha mai seguito con reale convinzione. Niente spese pazze, tanta prudenza e magari la speranza di poter piazzare qualche colpo più avanti, a gennaio, se il gioco varrà la candela. La società ha cambiato progetto: la Serie A in tre anni, ipotizzata nero su bianco in fase di aggiudicazione del bando, è ormai una chimera. L’asticella è stata abbassata anche a causa della crisi economica e sanitaria che farà venire meno una fetta sostanziosa di incassi ai botteghini e degli sponsor che avranno meno visibilità. I dieci milioni di budget di cui si parlava un paio di mesi per affrontare la stagione sono decisamente “dimagriti”.

L’esperienza di alcuni decenni di calcio insegna però che le verità di settembre-ottobre sono spesso fallaci e che è più corretto aspettare l’evolversi della situazione per alcune settimane prima di emettere verdetti. Perché il calcio, per fortuna, è fatto di eventi imponderabili che possono orientare la stagione in un senso o nell’altro. La serenità in società (e il silenzio prolungato di Di Piazza, che ieri ha subito un grave lutto familiare, non è un bel segnale in termini di entusiasmo), il prolungarsi dell’emergenza sanitaria, il numero degli infortuni, il campo di allenamento, il sostegno dei tifosi, un rigore in più o in meno, la solidità del gruppo… Insomma, chi è tifoso non può certo mettere da parte la speranza dopo la prima o la seconda giornata; chi ama le critiche avrà materiale per dare forza alle proprie tesi. Ma poi c’è la palla che rotola.

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