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Due deputati positivi al Covid, ma il Parlamento non va in lockdown

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Il coronavirus continua a ‘varcare’ i confini del Parlamento. E scatta subito il protocollo di sicurezza, con quarantena fiduciaria, tamponi e sconvocazione delle commissioni. Ma il Parlamento non si ferma, i lavori di Camera e Senato vanno avanti nel rispetto delle norme di sicurezza, garantiscono Roberto Fico e Elisabetta Casellati.

Dopo il caso a palazzo Madama dei due senatori del Movimento 5 stelle, risultati la scorsa settimana positivi al Covid, Francesco Mollame e Marco Croatti, l’allarme scatta oggi a Montecitorio: Beatrice Lorenzin, deputata del Pd, e il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, sono infatti risultati positivi. Le sedute delle commissioni Esteri e Bilancio della Camera, in via precauzionale, sono state annullate e tutti i deputati, ma anche i funzionari delle due commissioni che sono venuti a contatto con i due positivi, saranno sottoposti al tampone.

La sconvocazione della commissione Bilancio si ripercuote sui lavori dell’Aula di Montecitorio: slitta alla prossima settimana l’esame della Relazione della commissione Bilancio sul Recovery Fund. Restano invece confermate le comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sul nuovo Dpcm che confermerà le misure anti-Covid già in essere oltre a nuove disposizioni, come l’obbligo di mascherina anche all’aperto su tutto il territorio nazionale, nonché la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio del 2021. L’Aula è convocata domani mattina alle 9,30. A seguire, dopo l’intervento di Speranza, si svolgerà il voto sulle risoluzioni.

“Sono risultata positiva al Coronavirus”, annuncia la stessa Lorenzin su Twitter. “Comincio le cure. Grazie all’aiuto di medici e infermieri sono sicura che vincerò”, aggiunge l’ex ministro della Salute che, in un video, spiega: “Ho un pò di febbre e mal di gola in questo momento, le altre funzioni sono sotto monitoraggio e la situazione è tranquilla. Volevo dire che questa è proprio una bestiaccia di virus se sono rimasta contagiata io, che sono particolarmente attenta. Vuole dire che essere contagiati è veramente più facile di quello che pensiamo”, mette in guardia l’esponente dem.

Il sottosegretario Merlo, senatore del Maie, ha iniziato ad avvertire i primi sintomi del virus giovedì e sarebbe risultato positivo prima del weekend, ma nelle giornate di martedì e mercoledì scorsi aveva partecipato alle sedute della commissione Esteri di Montecitorio. Per questo tutti i componenti della commissione stessa, presenti alle riunioni con il sottosegretario Merlo, sono stati raccomandati di tenersi in auto isolamento e fare il tampone, a partire dal presidente Piero Fassino.  “La Camera dei deputati  proseguirà la sua attività nel rispetto delle regole in maniera attenta e scrupolosa”, assicura il presidente Roberto Fico.

E mentre la notizia dei contagi di deputati e senatori riaccende il dibattito sul voto a distanza, con il costituzionalista dem Stefano Ceccanti che annuncia di aver raggiunto quota 45 adesioni alla sua proposta di modificare il regolamento della Camera prevedendo la possibilità di partecipare a distanza ai lavori del Parlamento in caso di impedimento, fa discutere la dura presa di posizione della presidente del Senato contro il governo.  “E’ evidente che l’emergenza sanitaria non è finita e non lo sarà fino a quando non avremo un vaccino o una cura specifica”, ma “sullo stato di emergenza devono dirci la verità”, afferma Elisabetta Casellati in un’intervista.

“Il Senato non si è mai fermato, neppure nei momenti più acuti della pandemia. Abbiamo dimostrato che con cautela e responsabilità si può e si deve continuare a lavorare e io ritengo che il Senato debba farlo nella sua sede istituzionale”, sottolinea Casellati, che aggiunge: “Capisco le ragioni dell’emergenza, ma non vorrei che tra proposte di democrazia diretta, appelli al voto a distanza e ricorso continuo ai decreti-legge si finisca per abbattere il Parlamento e quindi la democrazia rappresentativa”.

Quanto alla proroga dello stato di emergenza, “prima di tutto occorre avere informazioni corrette. Abbiamo bisogno di verità”, scandisce la seconda carica dello Stato. Casellati lancia l’affondo finale: “Non c’è una visione strategica del Paese, una visione lungimirante del futuro e dello sviluppo. Si mettono delle toppe”.

Parole che fanno insorgere la maggioranza: “Sono fuori luogo i giudizi politici di Casellati”, afferma il capogruppo M5s Gianluca Perilli, che osserva: “Il suo ruolo istituzionale terzo e di garanzia impone un profilo molto più super partes, dichiarazioni come queste invece possono lasciar intendere la volontà di schierarsi nel dibattito politico”. Netto anche il giudizio del capogruppo Pd, Andrea Marcucci: “La presidente Casellati dimentica troppo spesso di essere la seconda carica dello Stato. Il suo ruolo le imporrebbe una imparzialità che nei fatti fatica a dimostrare, e questo è un problema”.

Al contrario, il centrodestra si schiera al fianco della presidente del Senato. Dalla maggioranza “critiche strumentali”, replica la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, secondo cui “Casellati ha dato voce alle preoccupazioni di milioni di italiani. Un richiamo istituzionale al governo perché rispetti la centralità del Parlamento, le prerogative delle opposizioni e il criterio della massima trasparenza nel nuovo Dpcm che sta per essere varato. Un intervento dunque alto e condivisibile”.

Anche la Lega difende la presidente del Senato: “Condivido dalla prima all’ultima parola i contenuti delle dichiarazioni di Casellati. L’unica colpa che può avere è quella di aver detto la verità”, afferma Roberto Calderoli.

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