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Salvini a Catania per il processo Gregoretti "No al muro contro muro con i giudici"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – La notte prima dell’udienza con la fidanzata Francesca, il rosario sempre in tasca. Matteo Salvini non si risparmia dai selfie dopo l’intervista a Maria Giovanna Maglie, scelta per chiudere la due giorni di dibattiti organizzati dalla Lega a Catania dove sabato si tiene l’udienza preliminare sul caso della Gregoretti, per il quale l’ex ministro dell’Interno è accusato di sequestro aggravato dei 131 migranti bloccati a bordo della motonave. Camicia bianca, stessi jeans da due giorni e polacchine blu, il capo della Lega appare stanco ma assicura di essere “tranquillo e sereno”. E a chi gli domanda se chiederà il rito abbreviato, risponde, sicuro: “Non penso di fare il processo”. “Non parlerò davanti al Gup”, dice. Ma poi in serata fonti leghiste precisano, invece, che ogni decisione finale sarà annunciata ai giudici e che “solo domani Salvini deciderà se e quando parlare e maturerà le proprie decisioni riguardo l’udienza preliminare”.

“Piena fiducia nella magistratura”

“Sono tranquillo, penso di avere fatto il mio dovere, ho totale fiducia nella giustizia italiana. Abbiamo salvato vite, non si è fatto male nessuno e non si è ferito nessuno e dato l’onore all’Italia, rispettato le leggi e svegliato l’Europa”, si difende il capo della Lega, ribadendo di avere “piena fiducia nella magistratura”.

Salvini torna a ribadire che il suo partito non ha organizzato alcuna manifestazione per domani. “Mai mi sarei permesso di andare a turbare il libero e legittimo lavoro di chi lavora in quel tribunale”. E torna ad attaccare il Pd che parteciperà alla manifestazione ‘Mai con Salvini’. “Mi spiace che vicino a quel tribunale ci sia un partito, che di democratico ha solo l’aggettivo che ha nel nome, e che invece va in piazza davanti ai tribunali, augurando galere”.

La città sarà blindata e il centrodestra ha dovuto ufficialmente ‘sconvocare’ l’appuntamento alle 8:30 con Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per timore di contestazioni e disordini. I leader di FdI e FI saranno in ogni modo a Catania per manifestare il loro sostegno.

Piazza mezza vuota – ma erano 6.000 metri quadrati -, bandiere e fondali del palco con lo slogan ‘Processate anche me’, il tema giudiziario è il cuore dell’intervista a Maglie, prima di partecipare a una cena con 500 ospiti (paganti, ci tiene a sottolineare). Tutti i parlamentari ed europarlamentari sono a Catania con lui. “Giulia Bongiorno dice che” il processo “è un precedente pericoloso, non per Matteo Salvini – afferma -. Ed è vero, ma per chi verrà dopo di me, perché qualcuno, accecato dall’odio per me e per la Lega, ha deciso di risolvere in tribunale una controversia politica. Ma domani chiunque rischia lo stesso: il ministro della Scuola, il ministro del Lavoro, il ministro dei Trasporti, il ministro dell’Agricoltura … Se facesse qualcosa che la maggioranza politica del momento ritenesse illegale, cosa fai, mandi a processo mezzo governo? È un problema per le istituzioni, è una violenza alla Costituzione”.

“A processo per una scelta politica”

“La differenza tra i casi Diciotti e Gregoretti? Chiedete al Movimento Cinque Stelle … Io non guardo agli errori di Conte, Renzi, Di Maio e Zingaretti. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Gli altri cambiano idea nel nome delle poltrona? Peggio per loro. Io la mattina quando mi alzo mi guardo allo specchio sorridendo, non so se loro possono fare altrettanto”. “È la prima volta che in Europa che un ex ministro è a processo non per reati economici, ma per un’azione di governo. Occorre una riflessione su qual è il confine tra l’azione di governo e quella della magistratura – continua -. Domani potrebbe andare a processo il ministro della Scuola, dei Trasporti o del Lavoro per una scelta politica. Giudicare in Tribunale una scelta politica. La riforma delle pensioni del governo vuole fare la contesto, ma mai nella vita li porterei in Tribunale”.

Ma nessun attacco ai giudici. “Una delle prime riforme da fare è la riforma della giustizia perché senza una giustizia rapida e veloce gli investitori stranieri se ne vanno. Probabilmente il centrodestra ha sbagliato perché ha scelto il muro contro muro. Qua bisogna fare le cose insieme. Rasserenare il clima tra politica e giustizia”.
Salvini infine annuncia due maxi eventi programmatici con gli eletti del centrodestra. “Siamo più di 500 tra parlamentari, europarlamentari, e consiglieri. Il 7 a Milano e il 21 novembre a Roma ci troveremo, coinvolgendo gli alleati del centrodestra, per preparare la nostra idea di futuro e di Italia”. 

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