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Huawei, la via per l'indipendenza totale passa dalle imprese locali

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Huawei sta compiendo progressi nel suo piano, già annunciato la scorsa estate, di diventare indipendente al 100% dalle influenze estere nella produzione di dispositivi elettronici: stando alle fonti di Reuters, il colosso cinese avrebbe già acquistato quote importanti in svariate aziende locali produttrici di componenti. Il suo fondo di investimenti Habo, fondato ad aprile 2019, avrebbe concluso quasi 17 affari con nomi come:

  • Vertilite, che realizza sensori VCSEL per le videocamere con il riconoscimento del volto
  • Shoulder Electronics, che sviluppa filtri radio per le comunicazioni cellulari
  • 3Peak, che produce convertitori analogico/digitale per le base station

Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti hanno chiaramente forzato la mano a Huawei, che a quanto pare, a giudicare dagli investimenti nei settori di materie prime, batterie e chip, sta anche pensando alle proprie auto a guida autonoma; in genere la società preferirebbe condurre internamente le attività di ricerca e sviluppo, ma il Ban l'ha costretta a rivedere le proprie priorità.

Gli analisti dicono che la strada per recuperare, sia nel settore smartphone sia in quello delle apparecchiature di rete (i due principali in cui opera Huawei), è ancora lunga e complicata. Anche solo gli investimenti conclusi da Habo richiederanno tempo per maturare e fruttare. La maggior parte delle aziende in cui Huawei ha investito, si osserva, sono piccole e, per quanto competenti, non in grado di tenere il passo con la concorrenza internazionale. Ma del resto le parole di Ren Zhengfei dell'estate scorse erano chiare: le tempistiche previste erano fra i tre e i cinque anni.


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