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Arrivano le sentinelle del 'Recovery'. Conte a imprese, serve un patto 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Una legge per far sì che il cronoprogramma del ‘Recovery plan’ venga rispettato alla lettera. Per far sì che ci siano dei soggetti attuatori, responsabili (sei, uno per ogni area di intervento) per ogni ‘cluster’, che dovranno monitorare sui tempi indicati dall’Unione europea e che avranno dei poteri speciali di intervento, qualora si registrassero impasse o ritardi. Quella del ‘Next Generation Ue’ è “la partita dei prossimi decenni”, rilancia il premier Giuseppe Conte e allora serve “uno strumento normativo ad hoc” con norme specifiche “per garantire trasparenza e tempi certi”.

Responsabili per rispettare il cronoprogramma del ‘Recovery’

Strumento che verrà adottato con il coinvolgimento del Parlamento e delle regioni ma le forze rosso-gialle si interrogano sotto traccia sulla mossa del premier. “Va bene il rispetto del cronoprogramma ma spero che non ci sia un’altra task force o altri commissari”, dice un ‘big’ dem. “La priorità è spendere bene i fondi dell’Unione europea ma occorrerà concertare il lavoro nella maggioranza”, osserva un’altra fonte M5s. L’Assemblea di Confindustria attende di capire qual è la direzione del governo e il presidente del Consiglio per questo motivo propone un percorso di condivisione. “Abbiamo – dice – una grandissima sfida. Non abbiamo alternative. Dobbiamo vincerla. Possiamo farlo tutti insieme”.

Conte a imprese, serve un patto pubblico-privato

Serve quindi “un nuovo patto pubblico-privato, senza il quale ogni sforzo del Paese risulterà vano. Un patto fondato sulla fiducia”. Al presidente degli industriali Bonomi che sottolinea come se l’esecutivo fallisse “andremmo tutti a casa”, il capo dell’esecutivo invita a guardare con ottimismo: “La politica – dice – deve affrontare questa sfida con coraggio. Questa volta ce la possiamo fare. Questa pandemia ci ha reso più forti e più consavoli”. Non è un’interlocuzione facile quella tra Bonomi e il premier. In passato ci sono state pure incomprensioni e polemiche ma Conte – di fronte alle critiche piovute – punta a sottolineare qual è stato il ruolo del governo nella gestione della crisi economica e sanitaria. Il primo punto è che l’Italia, a differenza di altri Paesi, ha inteso “tutelare salute persona non solo il tessuto produttivo”. I provvedimenti messi in campo sono serviti a creare “una rete di protezione” attraverso lo stanziamento di “risorse ingenti”, come mai in precedenza.

Il premier a industriali, corretto riconoscere nostri meriti

“Sarebbe corretto riconoscerlo”, puntualizza il premier evidenziando “il ruolo cruciale” avuto dall’esecutivo “non solo per proteggere il tessuto sociale ma anche per preservare la capacità produttiva delle imprese”. Ma il presidente del Consiglio rivendica soprattutto il merito di aver lavorato duramente affinché l’Europa cambiasse passo. Il ‘Recovery fund’ – sottolinea – è frutto anche della “determinazione”, della caparbietà dell’Italia. Uno sguardo dunque a quanto fatto, ma soprattutto i fari sono puntati sul futuro. “Serve una demarcazione con il passato, con mutamento di passo e prospettiva. Abbiamo testa, cuore, energia per recuperare la statura di potenza dell’Unione europea”, afferma Conte, ricordando come l’Italia ha recuperato il ruolo di leadership nell’Unione europea.

I progetti, dalla riforma della P.a a quella sugli ammortizzatori sociali

Poi i progetti. Quelli del ‘Recovery plan’ sono basati “sull’innovazione digitale, sul ‘green’ e su una forte spinta verso le riforme”. Conte indica le priorità. “Nessun piano di investimenti potra’ avere risultati se non sapremo riformare profondamente la Pa, che ha rivelato le sue difficoltà”, ammette. “Investiremo molto sulla didattica”, serve “un progetto di riforma dei nostri ammortizzatori sociali”, bisogna “semplificare gli appalti pubblici, riformare la giustizia civile e tributaria” e ci sarà “una piattaforma digitale cui i cittadini tutti potranno accedere per verificare l’andamento delle opere”. “I prossimi mesi sono cruciali”, spiega il pemier, “il governo aprira’ le porte a tutti i soggetti produttivi del Paese” per una partita che “non riguarda solo noi ma anche le generazioni future” e che occorrerà giocare puntando alla “riduzione delle diseguaglianze generazionali, sociali e territoriali”. Intanto il governo è al lavoro sulla Nadef. L’accordo non è stato ancora trovato ma stasera proseguirà il vertice tenutosi questa mattina dei capi delegazione con il presidente del Consiglio in vista del Consiglio dei ministri di domani.

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