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Ahi Palermo, Boscaglia come Pep ma Carletto Mazzone… Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT






Ci sediamo sul divano stupefatti, attoniti, increduli e anche un filo commossi. Uno dei due sostiene sia effetto del luculliano pranzo domenicale, l’altro è più romantico e capisce che non ci sembra vero tornare a rivedere i rosa in campo. Speriamo di dimenticare tutto per 90 minuti: covid, lockdown, quarantene, cinesi, complotti e pangolini. Lo sappiamo che non è ancora il calcio come piace a noi, urla, abbracci, sputi, gioia e dolori. Lo sappiamo che non è lo stadio e siamo ben consapevoli che ancora non si sa se e quando ci potremo tornare. Ma intanto ci accontentiamo.

È un Palermo con alcuni volti noti e qualche nuovo ingresso. La campagna acquisti non è finita e certamente il migliore acquisto finora sembra essere Boscaglia che per noi resta il Pep Guardiola delle Saline. Per il resto noi, che siamo ignoranti, gretti e cinici e abbiamo il santino di Carletto Mazzone nel portafogli crediamo sempre che per vincere valga il vecchio detto: “un portiere che para e uno che la butta dentro”. Il primo ci dovrebbe essere ma il secondo non lo vediamo ancora. E questo ci preoccupa. Ma siccome noi stiamo qui a scrivere minchiate e Sagramola, Castagnini e Boscaglia vengono pagati (profumatamente?) per vincere decidiamo di fidarci e metterci comodi e stravaccati sul divano.

Però torniamo subito alla triste realtà di un calcio senza pubblico e silenzioso che ci fa schifo, pure in tv. A noi lo stadio piace pieno: vogliamo gente che canta, salta, balla e suda, sconosciuti che si abbracciano, il vicino che grida contro l’arbitro sputandoti addosso, il ghiacciolaro che ti tira i ghiaccioli a pelo di testa e lo scaccio e le “scorcie” dei lupini sputati sulla testa di quello seduto sotto di te, mentre si discute del calcio mercato. Tutto questo resta al momento lontano ma noi continuiamo a sognare e aspettiamo tempi migliori.

Boscaglia conferma a Crivello che quest’anno dovrà correre di più perché lo mette “a terzino” così come Peretti improvvisato a destra, insieme a Marconi e Lancini. Il tecnico rosanero schiera Palazzi e Odjer a centrocampo, in dubbio fino all’ultimo perché non sapeva se doveva accompagnare la moglie al cinema ma alla fine ha avuto il permesso. Gioca subito Kanoute, al quale hanno dovuto mostrare i compagni in fotografia prima della partita perché non li ha praticamente mai visti. Accanto a lui Valente e Floriano con Saraniti unica punta.

Al fischio di fine primo tempo ci svegliamo di soprassalto. Non è successo nulla e l’abbiocco post prandiale ha avuto la meglio. Ci è sembrato di vedere un po’ di pressing e un po’ di giro palla da parte del Palermo, ma nessuna giocata di qualità che potesse tenerci svegli.

Il secondo tempo comincia su ritmi molto simili anche se il Teramo sembra più convinto e al 56’ arriva la doccia fredda. Scambio a centrocampo tutto di prima con i giocatori del Palermo che vanno fuori giri. La palla arriva a Santoro, che fino a quel momento sembrava il figlio illegittimo di Maradona per come aveva dribblato a centrocampo. L’ex rosanero scatta sul filo del fuorigioco, arriva davanti a Pelagotti e insacca nell’angolino basso, regalandoci il primo luogo comune della giornata con la conferma della legge dell’ex.

Entra Corrado per attaccare sulla fascia sinistra insieme a Silipo che sostituisce un evanescente Floriano. Non succede nulla e Boscaglia fa entrare anche Santana e Lucca. Meno male che ci hanno spiegato che ci sono più di 3 sostituzioni quest’anno in serie C, perché ci stavamo sentendo di nuovo in serie D. Il Palermo non combina nulla e al 79’ entra Di Francesco per il Teramo: prende palla, si beve in velocità mezzo Palermo e raddoppia.

Il Palermo comincia male. Lento, poco convinto e senza qualità. È soltanto la prima partita ma resta la sensazione che a questa squadra manchi ancora qualcosa sia in difesa a destra che a centrocampo (dove però c’è ancora Broh che non abbiamo visto), ma sopratutto in attacco. Aspettiamo il finale di mercato e non facciamo tragedie, ma se il buongiorno si vede dal mattino ce ne torniamo a dormire! Forza Palermo.

BOSCAGLIA: “HO VISTO UNA BUONA GARA”

Pelagotti 5,5 – Pensavamo di dargli senza voto perché tutto sommato non aveva colpe sul primo gol e non aveva dovuto parare granché. Poi sulla seconda rete che chiude la partita si fa uccellare pure lui, come tutta la difesa rosa, dal neo entrato ragazzino abruzzese. Infilato.

Peretti 5 – La sua reattività alla rincorsa di Santoro in occasione del primo gol del Teramo ci ricorda Sid dell’Era Glaciale. Bradipo.

Lancini 4 – Il peggiore della difesa. Sia sul primo che sul secondo gol non si capisce dov’è e cosa fa. Sbandato.

Marconi 5 – Un po’ meglio rispetto agli altri compagni di reparto ma certo non fornisce alcuna particolare sicurezza alla disastrata linea difensiva rosa. Incerto.

Crivello 4,5 – Si sapeva che sulla fascia non dà il meglio di sé, oggi invece dimostra tutto il peggio e non si capisce perché venga schierato là. Sofferenza.

(dal 18′ s.t. Corrado 5,5): Entra quando la partita è già compromessa e non aggiunge nulla per cambiarla. Ininfluente.

Palazzi 5,5 – Per provarci ci prova ma con scarso esito. Certo non è ben supportato dagli altri compagni di reparto. Disperso.

Odjer 5,5 – Ci sembra l’unico che corre con una certa consapevolezza, anche se probabilmente neanche conosce i compagni visto che è appena arrivato. Però anche lui non incide più di tanto. Trottola.

Valente 5,5 – Qualche buono spunto che lascia qualche speranza per il futuro, però nemmeno lui lascia il segno sulla partita. Evanescente.

Kanoute 4 – Ci ha ricordato il peggior Embalo. Speriamo di sbagliarci. Inesistente.

(dal 25′ s.t. Lucca s.v.)

Floriano 5,5 – Ci sembra l’unico che sfiori la sufficienza, per questo non capiamo la sua sostituzione anche se probabilmente non sarebbe cambiato granché. Incompreso.

(dal 25′ s.t. Santana s.v.)

Saraniti 5 – Stazza, fisico e impegno non si discutono. Su tutto il resto stendiamo un velo pietoso, anche se di palloni decenti non vede neanche l’ombra. Abbandonato.

(dal 18′ s.t. Silipo s.v.)

Boscaglia 5 –  Se il Palermo affonda malamente senza neanche un tiro in porta non è certo colpa sua, ma sentirgli dire che abbiamo tenuto bene il campo non glielo perdoniamo. Straparlante.

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