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Teramo – Palermo 2 – 0 LE PAGELLE / Mezzo disastro rosa, si salva solo Odjer

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT




Primo tempo mediocre, secondo tempo disastroso e il Palermo non poteva cominciare in modo peggiore la sua stagione di serie C. I timori della vigilia si sono manifestati tutti, ferme restando le attenuanti per una squadra ancora non completa, con qualche assenza e con un modulo di gioco non semplice da mandare a memoria. Ma a Teramo, sul campo di una squadra che non dovrebbe essere irresistibile, il Palermo fa pochissimo e non ha neanche un sussulto di reazione quando si trova sotto nel punteggio. Andare oltre nel giudizio appare inutile esercizio critico ma è chiaro che qualche rinforzo serve come il pane.

TERAMO (4-2-3-1): Lewandowski s.v.; Cancellotti 7, Diakite 7,5, Soprano 6, Tentardini 5,5; Arrigoni 6 (dal 41′ s.t. Viero s.v.), Santoro 7,5; Costa Ferreira 6 (dal 22′ s.t. Mungo 6), Bombagi 5, Ilari 5,5; Pinzauti 6,5 (dal 34′ s.t. Di Francesco 7).

PALERMO (4-2-3-1): Pelagotti 5,5; Peretti 5,5, Lancini 4,5, Marconi 5,5, Crivello 5 (dal 18′ s.t. Corrado 5,5); Palazzi 5, Odjer 6; Valente 5,5, Kanoute 4,5 (dal 25′ s.t. Santana s.v.), Floriano 5,5 (dal 18′ s.t. Silipo 6); Saraniti 4,5 (dal 25′ Lucca s.v.).

Pelagotti 5,5: L’unica parata del primo tempo è su un tiro che avrebbe dovuto accompagnare fuori. Incolpevole sul primo gol (Santoro è tutto solo, troppo solo) ma sul secondo gol ha una buona parte di responsabilità perché sul tiro di De Francesco deve coprire meglio la porta.

Peretti 5,5: Non è un terzino di spinta e preferisce prudentemente coprire la sua zona. Ha un po’ di responsabilità sul gol di Santoro sia per la posizione che per la lentezza con cui cerca di recuperare sull’ex rosanero.

Lancini 4,5: Primo tempo senza nessun grosso problema, sul primo cross che arriva in area ad inizio ripresa “perde” il contatto con Pinzauti che va alla conclusione di testa. Anche lui resta sorpreso nell’azione che porta all’1 a 0, non parliamo di come resta a guardare (in ritardo) sul raddoppio di Di Francesco.

Marconi 5,5: Il più sicuro della linea difensiva ma non contribuisce certo, come Lancini, a dare garanzie sulle palle alte che spiovono dalle fasce laterali dove il Palermo soffre come succedeva già l’anno scorso. Cucina insieme agli altri la frittata del 2 a 0.

Crivello 5: La fascia sinistra non gli è congeniale e ci mette un po’ prima di trovare la migliore posizione. Ma va spesso in sofferenza anche perché il Teramo prova a sfondare sempre dal suo lato.

(dal 18′ s.t. Corrado 5,5): Si piazza sulla sinistra, con il risultato già di 1 a 0 perché serve la sua maggiore predisposizione alla spinta offensiva. Ma non è che faccia tanto…

Palazzi 5: Commette qualche errore di troppo in fase di distribuzione di palla, nella ripresa gestisce male un contropiede: prova con coraggio (a volte eccessivo) la conclusione dalla distanza.

Odjer 6: L’uomo di maggiore personalità della squadra. Conquista tanti palloni e si conferma subito come “motorino” del centrocampo. Cala un po’ troppo nella ripresa e difatti scompare tutto il Palermo.

Valente 5,5: Sulla destra è un punto di riferimento e si può già intuire la sua rapidità di azione negli ultimi trenta metri. Però alla fine non fa registrare nessuna cosa di rilievo.

Kanoute 4,5: Fuori posizione, la palla non la vede quasi mai e spesso vaga per il campo: perde anche una palla sanguinosa nei pressi della propria area, decisamente fuori condizione anche sul piano atletico. Gli va data l’attenuante di essere ai primi approcci della stagione.

(dal 25′ s.t. Lucca s.v.) Quando è entrato lui il Palermo era già… uscito dal campo. Non avrebbe senso dargli un voto.

Floriano 5,5: Il più attivo per quantità e forse anche per qualità. Parte da sinistra e cerca sempre di accentrarsi sfruttando il piede destro. Una sua punizione dal vertice dell’area sfiora l’incrocio dei pali. Però Floriano pensa solo al lavoro dalla metà campo in su e forse per questo Boscaglia lo toglie mezz’ora prima.

(dal 25′ s.t. Santana s.v.) Vedi Lucca.

Saraniti 4,5: Nemmeno lui vede molto la palla, i meccanismi offensivi della squadra vanno ancora aggiustati e non gli arrivano palloni giocabili. Si rende pericoloso di testa solo nei primi minuti della ripresa sfruttando il suo fisico imponente. D’altro canto non è mai stato un vero bomber.

(dal 18′ s.t. Silipo 6): Schierato da trequartista: si fa notare per un calcio di punizione dai trenta metri che rappresenta la cosa più pericolosa prodotta dal Palermo in 75 minuti.

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