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La Lega non sfonda a Cascina e il paese di Ceccardi va al ballottaggio

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Sarà il ballottaggio a decidere il successore di Susanna Ceccardi alla carica di sindaco di Cascina. La partita sarà fra Michelangelo Betti, candidato del centrosinistra, appoggiato dal Pd e Leonardo Cosentini, candidato del centrodestra che ha tra i suoi ‘soci’ di maggioranza la Lega.

Lo spoglio finale vede Betti poco sopra il 38,67% e Cosentini 33,12% sotto di 5 punti. Indietro i Cinque Stelle con Fabio Poli che con il suo 7,79% resta sotto anche ai candidati civici Dario Rollo, ex sindaco facente funzione nel dopo Ceccardi, e a Cristiano Masi, di una lista di sinistra, entrambi di poco sopra il 9%.

A Cascina, il ‘Comune da dove tutto e’ iniziato’, come Matteo Salvini disse venerdi’ scorso chiudendo la campagna elettorale di Susanna Ceccardi, e di Leonardo Cosentini, candidato sindaco, non arrivano dunque conferme al primo turno per la Lega. Anzi, il partito che proprio a Cascina, nel 2016, fece eleggere il suo primo sindaco portando la Lega in doppia cifra, dopo anni di percentuali da “prefisso telefonico”, si attesta ora al 19,41%, cedendo il passo al Pd, primo partito nel Comune di 45 mila abitanti, con il 32,9%.

Il ballottaggio del 4 ottobre si annuncia quindi infuocato fra la sinistra di quelli che “Cascina non si Lega” e la destra che, dopo la sconfitta in Regione, non vuole perdere il piccolo comune simbolo di una storica impresa che vorrebbe ripetere.

Per vincere, il Pd chiamerà a raccolta tutte le forze della sinistra ma anche quelle interne al partito che al primo turno si sono divise fra Betti e Masi. Le divisioni sul candidato unitario avevano tra l’altro destabilizzato e poi (in seguito ad altre fughe in avanti e personalismi per la composizione della lista per le regionali), portato alle dimissioni la segreteria provinciale il cui appello all’unità era rimasto inascoltato.

E mentre il Pd cercherà di ricompattarsi, il centrodestra, attraverso Cosentini, che ha svolto sinora una campagna elettorale tenendo i simboli dei partiti quasi al margine, proverà a incidere su tutto l’elettorato che al primo turno ha guardato altrove. La carta dell’apparentamento potrebbe non trovare sponda nell’alleato naturale, Dario Rollo, fino a pochi giorni fa sindaco supplente della Ceccardi, che forte del suo 9% aiuterebbe nell’impresa ma che per adesso non sembra interessato ad una eventuale corte del centrodestra. I Cinque Stelle e l’altro candidato sindaco Dario Parrini, ex vicesindaco della giunta Ceccardi dalla quale si dimise dopo neanche un anno, sono gli altri protagonisti di una battaglia che anche in questa tornata potrebbe giocarsi all’ultimo voto. 

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