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Palermo, un Ponte tra la C e la serie B. “Ma serve una società molto unita”

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Il campionato è alle porte ed è bello poter parlare di calcio, quello vero, dopo sette mesi. Il Palermo a Teramo, quale formazione scenderà in campo, ma ti piace questo, ti piace quello… Niente di meglio che farlo con Ernesto Maria Ponte, attore, impegnato in questo fine settimana nelle ultime repliche del suo spettacolo “Cento figli non campano un padre” (teatro Agricantus, venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 alle ore 20). “È meglio prenotare, altrimenti c’è il rischio del tutto esaurito”, dice Ponte, con un pizzico di orgoglio per l’ennesimo spettacolo che ha avuto grande consenso e partecipazione di pubblico.

“Sei venuto per lo spettacolo o per il Palermo?”, domanda l’attore ma è lui stesso a dare la risposta. “Assiettati e scrivi. Mi auguro che si risolvano nel migliore dei modi i contrasti in società che ci sono stati in questi ultimi tre mesi”.
Non è banale come incipit. Ponte non parla di squadra forte o da rinforzare ma punta subito l’attenzione al vertice della piramide.

“Quando ci sono contrasti le situazioni si fanno delicate – dice Ponte – e si ripercuotono inevitabilmente sulla squadra e anche sull’entusiasmo dei tifosi. Conosco Mirri e non conosco Di Piazza ma poco importa, so per esperienza che tutto deve andare nella direzione giusta e le polemiche che sono esplose in estate, fortunatamente a campionato già vinto, non hanno fatto bene al clima di entusiasmo. Mi fa piacere che da un mese a questa parte tutti gli screzi sembrano risolti o per lo meno non sono comunque pubblici”.

Il Palermo o il calcio non sono presenti in questo spettacolo teatrale che tratta di vicende familiari che sfociano nella comicità, spettacolo ingentilito dalla presenza sul palco di Clelia Cucco, brava attrice e compagna di Ponte, oltre che dal chitarrista Toni Greco. “Ma il Palermo, nella mia famiglia, c’è sempre stato – precisa Ponte -. Penso a mio padre Gerardo, che con l’età che ha è ancora sugli spalti a farsi il sangue marcio se giochiamo male e ad esultare come un bambino quando il Palermo segna. L’anno scorso sono riuscito ad andare allo stadio solo poche volte e onestamente lo spettacolo non sempre è stato gradevole ma capisco che la serie D è questa e il nuovo Palermo non poteva che ripartire da lì”.

E il prossimo campionato? “Non ho la competenza per poter parlare adesso, bisognerebbe conoscere il valore del Palermo che è ancora in costruzione e il valore delle squadre più accreditate. Mi auguro di vedere un Palermo sempre in cima alla classifica e non vedo l’ora che riparta il campionato anche se con gli spalti vuoti non sarà la stessa cosa”.

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