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Native Instruments vuole rendersi indipendente dai computer

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Native Instruments Maschine+ è ufficiale: si tratta dell'ultimo tentativo di "evadere" dai limiti del PC del settore degli strumenti digitali. I software DAW e le plugin VST hanno la loro comodità, ma è al tempo stesso vero che l'hardware dedicato funziona anche a computer spento – dettaglio che è sempre più apprezzato e richiesto dai produttori e musicisti del giorno d'oggi. Possiamo dire che Maschine+ è un controller che è anche in grado di eseguire parti di software autonomamente, permettendo così la creazione di musica anche a computer spento.

Se esteticamente Maschine+ è pressoché identico alle precedenti generazioni di groove box, con una serie di 16 pad di grandi dimensioni in primo piano, otto encoder per variare i parametri degli effetti, due display a colori e vari altri controlli, le specifiche interne rappresentano un vero balzo in avanti: processore Intel Atom quad-core, 32 GB di archiviazione interna eMMC e 4 GB di RAM sono le specifiche di spicco, a cui si aggiunge un utilissimo slot per microSD (inclusa una da 64 GB, ma ci si può spingere fino a 1 TB) che permette di espandere le librerie audio interne. Questo permette a Maschine+ di essere, come dicevamo, indipendente dal computer, almeno in certe circostanze: può sempre funzionare da controller, ma ha anche potenza di calcolo interna per eseguire direttamente in locale un certo numero di plugin, grazie al sistema operativo basato su Linux. Maschine Plus supporta:

  • I synth virtuali Massive, FM8, Monark e Prism
  • 35 effetti integrati, tra cui la plugin per la gestione del riverbero Raum
  • 8 GB di suoni precaricati (più espansioni)
  • Un sampler

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