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Protesi cerebrali sempre più reali, test positivi su un uomo paralizzato

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

I lavori di sviluppo di protesi cerebrali di tipo BCI (brain computer interface) proseguono su più fronti, sono diversi i team di ricercatori che da anni esplorano questo particolare e delicato segmento, con risultati sempre più incoraggianti. Abbiamo visto come il progetto Neuralink di Elon Musk proceda a gonfie vele e, fantascienza a parte, le principali ricerche si concentrano sulle persone colpite da forme di disabilità motorie. L'obiettivo è trovare soluzioni che coniughino medicina e tecnologia per migliorare la loro vita.

Diversi esperimenti evidenziano il potenziale di queste soluzioni e di recente un sistema di interfaccia cerebrale plug & play ha mostrato ottimi risultati. Il punto di svolta è arrivato negli ultimi anni con il miglioramento dei sistemi di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, ed è proprio su queste tecnologie che si basa lo studio di Karunesh Ganguly, professore associato presso il Dipartimento di Neurologia della UC San Francisco. Il suo team è riuscito a realizzare un'interfaccia BCI che ha del rivoluzionario, ma come funziona in pratica?

Il sistema si basa sull'impianto di un array di elettrodi per l'elettrocorticografia (ECoG) delle dimensioni di un post-it, il quale è stato posizionato direttamente sulla superficie del cervello. Questo sottile elemento è in grado di monitorare l'attività elettrica dalla corteccia cerebrale, fornendo registrazioni stabili dell'attività neurale. In precedenza ci si è affidati a sistemi BCI basati su degli elettrodi impiantati nel tessuto, tale soluzione si è dimostrata nel tempo meno precisa, evidenziando un degrado del segnale.


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