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Produttori cinesi senza Google? HarmonyOS potrebbe essere la risposta

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il ban USA ha forzato la mano a Huawei, costringendola a sviluppare velocemente un sistema operativo proprietario: ma HarmonyOS, presentato ufficialmente solo l'anno scorso, non rappresenta solo un'ancora di salvezza per Huawei. Il CEO Richard Yu, infatti, recentemente ha parlato dello stato dell'azienda, e ha spiegato come lo sviluppo di HarmonyOS sia da leggere in un'ottica più ampia, dal momento che costituisce una risorsa per tutti i produttori cinesi. Qualora altre aziende cinesi – o tutte – fossero tagliate fuori dall'ecosistema Google, allora HarmonyOS diventerebbe la piattaforma di riferimento per milioni di dispositivi: "il nostro ecosistema può essere venduto a livello globale e rimpiazzare quello di Google".

Una speranza, ma anche una velata minaccia: il senso delle parole sembra essere che arriverà un momento in cui la Cina svilupperà gli strumenti necessari per una piena autonomia, e che in qualche modo il ban USA sta accelerando questo processo. Inoltre, gli Stati Uniti dovranno valutare con attenzione l'eventuale ipotesi di estendere le sanzioni ad altri produttori oltre a Huawei: rischierebbero infatti di offrire proprio Huawei una posizione di forza senza precedenti in patria, dal momento che per prima ha cominciato ad attrezzarsi per guadagnare un'autonomia forzata.

Per ora, comunque, HarmonyOS è passato velocemente da "piano B" a priorità urgente: e infatti Yu, come vi abbiamo raccontato, ha confermato anche che il primo smartphone equipaggiato col sistema operativo proprietario arriverà già nel 2021.


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