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Galaxy Note 20 con dissipatori in rame o grafite: cosa cambia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Ieri abbiamo scoperto, grazie al teardown di iFixit, che su Samsung Galaxy Note 20 e 20Ultra si possono trovare due sistemi di dissipazione: vapor chamber in rame o pad in grafite. Non sembra esserci un modo per stabilire come sia equipaggiato il proprio smartphone – almeno con le informazioni emerse finora. Non c'è correlazione con il SoC installato, non ci sono indicazioni sulla scatola né nel software, o pattern riconoscibili nel numero di serie. E probabilmente, dice sempre iFixit, non sarà un problema.

Molte pubblicazioni del settore hanno argomentato che un sistema potrebbe essere migliore dell'altro, ma secondo iFixit per il momento semplicemente non ci sono basi per temere il peggio. Il gruppo impiega anche un ingegnere specializzato in dissipazione del calore, che sostiene che le differenze prestazionali tra vapor chamber e grafite sono minime, se l'implementazione è a regola d'arte. Se Samsung non si fa problemi ad alternare l'una o l'altra soluzione indiscriminatamente vuol dire che sa che si equivalgono. L'anno scorso, con Galaxy S10, uno dei punti su cui il marketing insisteva era proprio il sistema di dissipazione vapor chamber, ma è bene ricordare che anche questo può avere delle controindicazioni: per esempio può gonfiarsi troppo se si scalda appena un po' oltre il massimo tollerato.

È anche importante precisare che è difficile capire quale soluzione monti uno specifico dispositivo basandosi sul calore percepito sulla superficie. Se uno smartphone è caldo al tatto non significa necessariamente che il SoC si stia surriscaldando – semmai è un'indicazione che il calore è efficacemente stato trasferito lontano da esso.

(aggiornamento del 27 August 2020, ore 09:27)

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