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Io non ti (ri)conosco mascherina: il fallimento degli algoritmi nel face detection

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Tutti indossiamo la mascherina – perlomeno tutti dovremmo farlo – quando siamo in contatto con persone esterne al nostro nucleo familiare: ormai è diventata parte del nostro "vestiario", imprescindibile accessorio che aiuta a difenderci (e a difendere gli altri) dalla diffusione del coronavirus. E non si sono nemmeno placate le polemiche sull'eticità dell'impiego del riconoscimento facciale come metodo per identificare le persone che la tecnologia stessa è risultata improvvisamente inutile, o quasi.

Il problema è il seguente: come riconoscere le persone quando indossano una mascherina che copre metà della faccia? Già è diventato difficile sbloccare il nostro smartphone – vedasi le proteste dell'azienda di trasporti di New York che lamenta rallentamenti nel pagamento dei biglietti tramite Apple Pay ai tornelli della metropolitana – figuriamoci far funzionare correttamente sistemi ancora più complessi capaci di identificare una persona tra la folla.

Uno studio condotto dallo US National Institute of Standards and Technology (una delle voci più autorevoli sul tema) ha evidenziato uno stato dell'arte poco rassicurante: sono stati analizzati 41 diversi algoritmi registrati a pandemia in corso, e dunque creati con l'intento di bypassare la mascherina e di riconoscere in modo accurato il volto di una persona anche se metà coperto. Ebbene, i tassi di errore (ovvero di mancato riconoscimento corretto della persona) sono risultati troppo elevati, in alcuni casi prossimi al 100%.


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