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Chi sono i protagonisti della battaglia per le regionali in Campania

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Un occhio all’andamento dei contagi e alle ripercussioni sociali ed economiche dell’emergenza sanitaria legata al Covid, un altro ai sondaggi. La Campania si avvicina così alle Regionali del 20 e 21 settembre prossimi. I due principali sfidanti, il ‘governatore’ uscente, Vincenzo De Luca, e il candidato del centrodestra, Stefano Caldoro, già presidente della Giunta dal 2010 al 2015, si giocano le loro carte in una campagna elettorale inedita.

L’ex ministro di area socialista torna a crederci un po’ di più dopo le ultime rilevazioni, che vedono assottigliarsi la forbice del distacco dall’ex sindaco di Salerno, il quale ha preso vantaggio dalla gestione della pandemia e mantiene il pugno duro per scongiurare la risalita dei contagi.

Le alte temperature, il periodo di ferie e le misure anti-assembramento sconsigliano eventi pubblici, spostando tutta l’attenzione sulle liste, che dovranno essere pronte entro il 22 agosto. Nel centrosinistra, il Pd dovrebbe chiudere il lavoro sui candidati entro la prossima settimana, dopo che ieri la direzione regionale ha dato mandato al segretario regionale, Leo Annunziata, di concerto con i cinque provinciali, di completare gli ultimi tasselli mancanti.

Si continua a trattare per ridurre almeno a 15 il numero delle civiche a sostegno di De Luca, che oggi sarebbero 17. Oltre ai Dem, con il presidente ricandidato sono schierati Italia Viva, Più Europa, i Verdi, la gran parte dell’area centrista, con l’impegno di Ciriaco De Mita, Clemente Mastella e Paolo Cirino Pomicino.  A sinistra rischia di saltare per dissensi interni la lista di Articolo 1 e il Pd potrebbe assorbire alcuni candidati.

Sul fronte del centrodestra, è Forza Italia a mostrare maggiori difficoltà, a causa dell’esodo verso Iv e le civiche di De Luca, ma soprattutto per le tensioni tra l’area che fa capo all’europarlamentare Fulvio Martusciello e quella del coordinatore regionale Domenico De Siano.

Si discute sull’opportunità di candidare Annarita Patriarca, ex sindaco di Gragnano, il cui ex marito è stato condannato per rapporti con il clan dei Casalesi. Una decisione che divide, soprattutto dopo il passo indietro, caldeggiato dalla Lega, di Armando Cesaro, figlio del senatore Luigi e consigliere regionale uscente, una famiglia coinvolta in molte inchieste giudiziarie.

Il Carroccio e Fratelli d’Italia sono pronti al braccio di ferro con il partito di Berlusconi anche perché oltre all’esito delle regionali, è in ballo la leadership del centrodestra in Campania.  Caldoro potrà contare anche sul sostegno di Noi con l’Italia di Maurizio Lupi, dell’Udc di Lorenzo Cesa e Antonio Milo e di Cambiamo di Giovanni Toti, che si affiancheranno alla lista Caldoro Presidente.

Il M5s è partito con il Summer tour, che porterà il candidato alla presidenza, Valeria Ciarambino, e gli altri componenti della squadra in alcune delle principali località turistiche. L’attuale capogruppo in Consiglio regionale continua ad attaccare a testa bassa De Luca e il suo predecessore Caldoro per la gestione della sanità, partendo dalle ultime vicende legate alla costruzione degli ospedali prefabbricati per il coronavirus e alle strutture individuate per processare i tamponi.

Dopo le notizie relative ai bonus chiesti da parlamentari e consiglieri, inoltre, tutto il gruppo M5s ha deciso di rinunciare al diritto alla privacy e ha chiesto agli altri partiti di fare lo stesso. A fine luglio è sceso ufficialmente in campo anche Potere al Popolo, che avrà come candidato alla presidenza il 34enne Giuliano Granato, laureato in Scienze politiche all’università Orientale, rientrato a Napoli dopo un’esperienza di studio e lavoro a Londra.

In lista tanti volti della società civile, tra cui studenti, ricercatori, insegnanti, giovani impegnati nel mondo dell’associazionismo, un attivista del movimento Migranti e rifugiati di Napoli e un paio di delusi del M5s. C’è poi la proposta ecologista del movimento ‘Terra’, che candida due ‘copresidenti’, Stefania Fanelli, 51 anni, impiegata e rappresentante sindacale, dal 2009 al 2011 consigliere comunale con Sel e poi consigliere comunale a Marano nel 2018 con Leu, e Luca Saltalamacchia, 47 anni, avvocato; per loro è partito il complesso meccanismo per arrivare a ottenere le firme necessarie a presentare candidati, liste e simbolo. 

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