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La Cina assume 100 ingegneri da TSMC per migliorare le sue fonderie

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il governo cinese ha assunto circa 100 dipendenti da TSMC per rafforzare la propria posizione nella corsa al microchip. Come vi raccontavamo un paio di giorni fa, con l'ultima sanzione di Trump ai danni di Huawei, la Cina si è trovata in grosse difficoltà: di fatto uno dei più grossi produttori di SoC al mondo, con la sua HiSilicon, si è trovata impossibilitata a farseli materialmente fabbricare dalle fonderie leader del mercato globale.

Il problema è che la Cina non ha una propria alternativa valida. Le fonderie cinesi sono molto arretrate rispetto ai processi produttivi che vantano colossi come TSMC e Samsung: e il provvedimento americano ha messo il Paese di fronte alla dura realtà. Così si è deciso un programma di enormi incentivi a tutte le aziende intenzionate a cimentarsi nel settore, e il governo finanzierà personalmente due aziende di recente formazione – QXIC (Quanxin Integrated Circuit Manufacturing) e HSMC (Wuhan Hongxin Semiconductor Manufacturing Co).

Il Nikkei dice che i nuovi assunti saranno ripartiti in egual misura, 50 e 50, tra le due società, e che c'è personale un po' a tutti i livelli, dirigenti inclusi. L'obiettivo iniziale è sviluppare i processi produttivi a 14 e 12 nm – è già molto ambizioso, ma vale la pena ricordare che Samsung e TSMC stanno già producendo in massa con i 5 nm, e si sono già incamminati sulla strada dei 4 e poi dei 2. L'ultima tornata di assunzioni, comunque, è solo la punta dell'iceberg: sempre secondo il Nikkei, sono già oltre 3.000 i lavoratori che hanno abbandonato TSMC per le fonderie cinesi.


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