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Samsung esternalizza la produzione di smartphone entry-level agli ODM cinesi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Samsung ricomincia da dove era rimasta prima che la pandemia bloccasse tutto: tornerà infatti ad affidarsi a produttori terzi per la realizzazione di smartphone di fascia bassa appartenenti alle gamme Galaxy A e Galaxy M, soluzione su cui aveva puntato in modo concreto lo scorso anno per contenere i costi e mantenere così i prezzi bassi. Per il 2020 aveva previsto 60 milioni di smartphone ODM, cifra ora necessariamente rivista al ribasso visto lo stop produttivo durato diverse settimane. La nuova stima prevede tra i 24 e i 26 milioni di smartphone ODM da destinare prevalentemente al mercato asiatico, ma non solo.

Dunque Samsung torna a guardare alla Cina dopo che le aziende partner dopo la chiusura. Ora la catena produttiva è di nuovo in movimento, rendendo possibile all'azienda sud coreana di tornare a rivolgersi a realtà come Wingtech – a cui si deve il Galaxy M01s, entry-level annunciato a luglio – per la realizzazione degli smartphone di fascia bassa. Occhi puntati in parte anche su Taiwan: qui opera infatti Hwa Chin, azienda a cui si deve il Galaxy A01 Core (immagine d'apertura e in basso).

Voluta fortemente dal nuovo Presidente della divisione mobile di Samsung Roh Tae-moon entrato in carica a inizio anno, la scelta di affidare parte della produzione a soggetti terzi dovrà contribuire a rafforzare la posizione dell'azienda sul mercato smartphone. I dati, del resto, sono particolarmente positivi (si vedano i risultati fiscali del Q2 2020, in particolare quelli della divisione mobile) e vedono l'azienda sud coreana al secondo posto dietro alla sola Huawei come numero di smartphone spediti nel mondo (19,5% contro il 20% della società cinese).


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