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Chi è Roberto Boscaglia: per il Palermo un “prof” esperto in… miracoli

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Un’altra missione promozione per Roberto Boscaglia. Sembra ormai fatta per l’approdo del tecnico gelese sulla panchina del Palermo, con cui sarà chiamato a ripetere i due capolavori con Trapani e Virtus Entella. A distanza di 5 anni Boscaglia tornerà su una panchina siciliana e lo farà con l’ambizione di riportare subito i rosanero tra i cadetti e farlo (nelle speranze dei tifosi) con il primo posto in terza serie, già conquistato due volte nell’arco di una carriera d’allenatore iniziata con una lunga gavetta sulle panchine siciliane. Una gavetta che l’ha reso un professore del calcio declinato nella forma del 4-3-1-2 (o del 4-3-2-1) ma sempre con tre “credo”: corsa, ampiezza e profondità. Senza dimenticare gli insegnamenti della vita, l’importanza dei rapporti umani e dell’ascolto.

Dopo essere stato da giocatore (mediano) una bandiera del Terranova Gela – squadra della sua città – e aver chiuso la carriera a 32 anni, Boscaglia inizia il suo cammino da allenatore tra Eccellenza e Promozione (Licata e Gela) prima dell’approdo all’Akragas (secondo posto in Eccellenza e una Coppa Italia regionale) e ad Alcamo, dove conquisterà nel 2007 la prima promozione della carriera, in Serie D, svanita però con la non ammissione della squadra. Boscaglia si conferma però anche alla Nissa: promozione in D al primo anno (2008) e sorprendente terzo posto da neopromossa il secondo; un exploit che gli varrà la chiamata del Trapani.

Il progetto granata è ambizioso ma l’avventura di Boscaglia a Trapani sarà memorabile: il primo anno si chiude con il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione, mentre nel 2011 il suo Trapani chiude secondo e vince i playoff, conquistando subito la promozione in Lega Pro Prima Divisione, una terza serie dove i granata mancavano da 15 anni. Il Trapani si piazza subito ai vertici della categoria e dopo aver sfiorato un clamoroso triplo salto perdendo il playoff con il Lanciano, centra la storica promozione in Serie B vincendo il campionato 2012-2013.

Nel 2013-14 otterrà una salvezza (14° posto) e il quarto turno di Coppa Italia giocato a San Siro; a marzo 2015 invece verrà esonerato dopo quasi 6 anni per scarsi risultati e sostituto da Serse Cosmi. Seguiranno tre anni di transizione per Boscaglia: 11° posto a Brescia nel 2015-16; playoff mancati col Novara nel 2016-17; esonero due volte a Brescia nella stagione 2017-18. Poi la chiamata della Virtus Entella.

Il club ligure (presieduto da Antonio Gozzi) è appena retrocesso in modo rocambolesco in Serie C, ma il tecnico sarà protagonista di un altro piccolo capolavoro. Dopo aver chiesto invano la riammissione in Serie B, l’Entella resta per un mese e mezzo senza giocare e inizia di fatto il campionato solo a novembre (e con tante partite da recuperare). Partenza lanciata, poi il crollo: i liguri si fanno rimontare 10 punti dal Piacenza, vanno anche a -2 in classifica ma all’ultima giornata piazzano il contro-sorpasso e centrano la promozione diretta. La Serie B 2019-20 promette bene e l’Entella chiude l’andata al quarto posto, ma alla fine la squadra e Boscaglia dovranno accontentarsi del 13° posto e di una salvezza conquistata solo alla penultima giornata. Un andamento che forse acuisce delle crepe fra staff e squadra e che spinge il club a cambiare. E Boscaglia ad accettare una nuova sfida siciliana.

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