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Vecchio Palermo, ecco perché il TFN ha rigettato i deferimenti / MOTIVAZIONI

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Il Tribunale Federale Nazionale ha reso note le motivazioni della sentenza con cui sono stati rigettati i deferimenti nei confronti degli amministratori dell’U.S. Città di Palermo (il vecchio Palermo). I loro comportamenti non sono stati giudicati influenti per il fallimento della società. Anche la vicenda Alyssa, in queste motivazioni, viene decisamente rivalutata non essendo stata ritenuta sufficiente per la pronuncia di fallimento.

La lista degli amministratori inizialmente deferiti è lunga: Zamparini Maurizio, Giordani Laura, Giammarva Giovanni, Bettini Andrea, De Angeli Daniela, Zamparini Silvana Rita, Facile Emanuele, Richardson Ian Clive, Treacy Micheal John, Albanese Alessandro, Tuttolomondo Walter, Coco Attilio, Macaione Vincenzo e Bergamo Roberto.

Secondo il TFN “agli odierni deferiti non viene censurata alcuna specifica condotta, né attiva, né omissiva, che abbia influito in maniera determinante e decisiva al fallimento della società, e soprattutto alcuna specifica condotta posta a base delle motivazioni della sentenza dichiarativa del fallimento societario o che può essere addotta quale motivazione dominante della predetta statuizione giudiziale”.

Molto importante anche il passaggio delle motivazioni che riguardano la ben nota operazione della cessione del credito vantato nei confronti della società Alyssa, che “non è stata ritenuta sufficiente per la pronuncia di fallimento. Pertanto, la responsabilità non può essere correlata a generici obblighi di posizione ovvero a presunte omissioni in ordine a mancati interventi di ricapitalizzazione ovvero a mancati solleciti in ordine all’effettuazione di siffatti interventi se non vi è la dimostrazione che tali solleciti avrebbero potuto concretamente impedire il fallimento per la presenza di soggetti disposti a porre in essere tali operazioni”.

“In altri termini – si legge sul documento pubblicato dal TFN – la pur rilevante esposizione debitoria non è stata la causa decisiva che ha portato alla dichiarazione di fallimento, ma ha avuto un ruolo determinante l’attività fraudolenta posta in essere successivamente e non specificatamente contestata nell’atto di deferimento.

La mancata contestazione (anche) di tali specifiche e concrete condotte, a parere del Collegio, interrompe il nesso causale e, impedisce una lineare e completa valutazione delle condotte concatenanti e connesse che avrebbero, qualora accertate, concorso alla causazione del fallimento societario”.

Il deferimento era stato deciso dalla Procura Federale, in seguito alle indagini sul fallimento dell’U.S. Città di Palermo, mentre la decisione del rigetto da parte del TFN era arrivata lo scorso 23 luglio.

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