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Apple è ancora nei guai per gli iPhone rallentati

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il caso degli iPhone rallentati è tornato sotto i riflettori: in corso c'è una nuova, ampia indagine negli Stati Uniti. Reuters conferma che a portarla avanti è il procuratore generale dello Stato dell'Arizona, aggiungendo che si tratta di un'iniziativa che coinvolgerà anche altri Stati americani. Per ora non sono state mosse accuse formali nei confronti della Casa di Cupertino. Bisogna però dire che le motivazioni alla base dell'indagine sono le stesse che hanno portato alle condanna di Apple sia negli Stati Uniti, sia altrove.

Si contesta alla casa di Cupertino di aver volontariamente ridotto, tramite aggiornamenti software, le prestazioni dei modelli di iPhone più datati (iPhone 6, 6 Plus, 6s e 6s Plus con iOS 10.2.1) per spingere gli utenti a cambiare dispositivo. Le nuove indagini si sommano alle iniziative intraprese dalle associazioni dei consumatori statunitensi – a maggio è stato approvato il risarcimento da 500 milioni di dollari, da suddividere tra tutti i ricorrenti di una delle class action (circa 25 dollari ciascuno).

L'azienda guidata da Tim Cook ha sempre rigettato le accuse di obsolescenza programmata, al tempo stesso ha rimosso la funzione che determinava il calo delle prestazioni – era stata inizialmente motivata con lo scopo di evitare spegnimenti improvvisi causati dall'incapacità della batteria di fornire il quantitativo di energia necessario durante le operazioni più impegnative – e, per venire incontro agli utenti insoddisfatti, per un anno ha abbattuto i costi di sostituzione della batteria per tutti gli iPhone.


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