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Amazon, Apple, Facebook e Google: cosa ci insegna l'audizione al Congresso USA

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

È stata definita l'indagine Antitrust del secolo, quella iniziata nell'estate del 2019 e che è culminata ieri sera con la comparsa (virtuale) dei CEO di Amazon, Apple, Facebook e Google alla presenza del Congresso degli Stati Uniti. Le quattro aziende, veri e propri pilastri del mondo digitale e non solo, sono profondamente diverse tra loro e il minimo comune denominatore scelto per riunirle nella più grande audizione che abbia mai coinvolto i giganti della Silicon Valley è l'accusa di aver messo in atto pratiche anticompetitive, al fine di rafforzare il proprio monopolio nei rispettivi settori.

L'audizione si è protratta per quasi 5 ore e mezza (trovate il video completo alla fine dell'articolo) e si è aperta con la pesante introduzione del presidente di commissione David Cicilline (Democratico), il quale ha sin da subito accusato le quattro aziende di avere il potere di regolare gli accessi al mondo dell'economia digitale, limitando in maniera importante l'azione e la potenziale crescita dei concorrenti.

Cicilline ha infatti evidenziato come Amazon, Apple, Facebook e Google – seppur in maniera diversa – siano in grado di cambiare a proprio piacimento e vantaggio le regole dei mercati in cui operano e abbiano il potere di sorvegliare e neutralizzare ogni possibile minaccia, attraverso acquisizioni aggressive o barriere create artificialmente per ostacolarne il cammino. Ma non solo, il discorso di apertura si è anche focalizzato sull'enorme potere che queste aziende hanno acquisito in ogni campo, come ad esempio il condizionamento dell'informazione, delle abitudini d'acquisto e di molti altri elementi legati alla vita dei rispettivi utenti.


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