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Huawei, dominio assoluto in Cina: quote di mercato vicine al 50%

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Nonostante il ban internazionale imposto dagli USA, Huawei continua ad essere una potenza: le sue quote di mercato smartphone in patria arrivano al 46% – vuol dire che quasi uno smartphone su due venduto in tutta la Cina, che è uno dei mercati più grandi al mondo se non IL più grande in assoluto, è marchiato Huawei o Honor. Lo dimostrano le ultime statistiche di Counterpoint Research, che aggiungono: il colosso cinese rappresenta il 60% del settore degli smartphone 5G, sempre in Cina.

Come mostra il grafico qui di seguito, si tratta di una crescita di ben il 13% su base annua, e del 7% rispetto al trimestre precedente. Il ban imposto dall'amministrazione Trump, ormai nel suo secondo anno, impedisce alla società cinese di usare, tra le altre cose, i servizi Google: un grosso ostacolo a livello internazionale, dove il mercato è ormai abituato a cose come il Play Store, i Play Service, Gmail, Maps e tutto il resto, ma irrilevante in Cina, dove questi servizi sono censurati già da anni. Huawei sta sviluppando la propria alternativa ai servizi Google (gli HMS, ovvero Huawei Mobile Services), ma ancora resta da capire se attecchiranno a livello internazionale – e comunque ci vorrà del tempo.

Nel frattempo, però, il governo USA ha inferto a Huawei un altro durissimo colpo, che potrebbe risultare ancora più grave: le ha impedito di condurre affari con le fonderie, ovvero le fabbriche che producono i processori. Non è ancora chiaro come si potrà aggirare questo ostacolo: esistono fonderie cinesi che non usano tecnologia americana, ma i loro processi produttivi sono molto meno raffinati e all'avanguardia rispetto a quelli di, per esempio, TSMC, il principale fornitore di HiSilicon (l'azienda controllata da Huawei che progetta materialmente i SoC Kirin).


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