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Apple, niente tracce di lavori forzati tra i propri fornitori

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Apple non ha trovato prove di lavori forzati nella sua rete di fornitori, dice una nota stampa inviata dalla società al New York Times. L'argomento è scottante da inizio mese, quando un'inchiesta dell'associazione umanitaria australiana ASPI evidenziava che gli Uiguri, una minoranza di religione islamica che vive in una regione nord-occidentale della Cina continentale, venivano costretti a partecipare in "campi di rieducazione" in cui, in buona sostanza, dovevano lavorare in fabbriche fornitrici di aziende come Apple, Amazon, ASUS, Google, Huawei, Microsoft, Samsung e tantissimi altri (il report completo, che include tutte e 83 le società coinvolte, è disponibile QUI).

Il Times dice che, stando al comunicato, Apple ha avviato le indagini non appena è stata informata delle scoperte di ASPI all'inizio dell'anno, inviando già a marzo un team di investigatori indipendenti presso gli impianti di O-Film, la fabbrica accusata di accettare la manodopera forzata degli Uiguri, e compiendo visite a sorpresa sia a giugno sia a luglio, verificando, tra le altre cose, la documentazione dei dipendenti e organizzando colloqui in lingua locale con gli operai.

O-Film è specializzata nella produzione di digitizer (i sensori che percepiscono il tocco nei display touch capacitivi), moduli fotocamera e scanner di impronte digitali. È interessante osservare che ha diversi altri clienti tra i colossi tech internazionali, tra cui Microsoft, Dell, HP e Amazon. Ieri, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso sanzioni per undici aziende menzionate nel report ASPI, tra cui appunto O-Film, per violazione dei diritti umani.


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