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Tax Day: la battaglia scuote anche la maggioranza, polemiche su Misiani

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

AGI – Mentre in Europa prosegue la maratona del premier Giuseppe Conte per arrivare ad un accordo sulle risorse necessarie ad affrontare la crisi economica causata dalla pandemia, in Italia sono le tasse, che i cittadini devono allo Stato, e la loro mancata proroga, a scatenare il dibattito, con un fuoco di fila da parte delle opposizioni nei confronti del vice ministro al Mef, Antonio Misiani. Una partita a scacchi che – con Salvini che accusa il governo definendolo “ladro” e Forza Italia che parla di tradimento – divide anche la maggioranza. “Le partite Iva non stanno peggio degli altri. Ma ora rate mensili e addio agli ingorghi”. “In questo Paese bisogna anche iniziare a dire che le imposte vanno pagate perche’ servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri”, ha detto il viceministro per l’Economia Antonio Misiani al quotidiano La Stampa.

Salvini: “Governo ladro”

     Parole che hanno innescato le polemiche: “Oggi 5 milioni di lavoratori Italiani (soprattutto Partite Iva) dovranno pagare 8 mld di tasse, senza sconti e senza rinvii. Dopo quattro mesi di chiusura. Incredibile. Aiuteremo chi non potrà pagare, non per malafede o cattiva volontà, ma per difficoltà vera. Governo ladro”, scrive, infatti, il leader della Lega. E Giorgio Mule’, per FI, rincara la dose: “Il giorno del tradimento per migliaia di italiani e’ arrivato nel silenzio del governo. Se le tasse sono una cosa certa nella vita, chiederne l’anticipo del pagamento a chi non ha fatturato un euro durante il lock down e’ una cosa criminale”.
     Ne’ tacciono gli alleati di governo, nemmeno M5s: “Ho scritto, formalmente, al Presidente Conte – garante dell’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo – al fine di valutare l’opportunità di predisporre una proroga delle scadenze fiscali o, quanto meno, la cancellazione di eventuali sanzioni ed interessi”, annuncia in una nota il Sottosegretario di Stato Alessio Villarosa. “In merito alla decisione del ministro Gualtieri sulle scadenze fiscali, ribadisco, ho posto in essere tutto quanto fosse nelle mie facoltà istituzionali”, sottolinea.

Iv contro Misiani

 Fuoco di sbarramento anche da Italia viva: “Ed eccolo qui, Antonio Misiani, il vice ministro all’Economia dilettarsi a trasformare una questione vera, drammatica, inedita, nel linguaggio piu’ banale e piu’ pericoloso che c’e’: la neolingua del populismo. Quella che, se si chiede, come fa Italia Viva, di spostare le scadenze fiscali a carico degli autonomi, che sono 246, e degli artigiani, che sono 115, che sono con l’acqua alla gola, allora si e’ una sorta di fiancheggiatori di lavoratori ‘furbi’. Perche’ queste categorie, lo dice oggi in una intervista assurda, ‘non stanno piu’ male degli altri’. E chi li difende, e quindi noi, siamo solo provocatori strumentali”, e’ il j’accuse del presidente dei senatori, Davide Faraone.

Fdi: è il giorno della vergogna

“Eccome se le partite Iva stanno peggio di altri. Su tante categorie abbiamo agito con tempestività. Sugli autonomi c’e’ ancora molto da fare. Negarlo e’ un errore, riconoscerlo e’ un dovere. Cercheremo in Parlamento di colmare al piu’ presto le lacune”, scrive il dem Matteo Orfini. E dall’altro lato del campo, Fratelli d’Italia non usa mezze parole: “Quella di oggi e’ la giornata della vergogna per il governo. Il mancato rinvio delle scadenze fiscali, infatti, getta imprese e partite Iva nella piu’ assoluta difficoltà”, nota la deputata Ylenja Lucaselli. 

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