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Oliver Taylor, da deepfake a "giornalista": la nuova frontiera delle fake news

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il fenomeno dei deepfake diventa sempre più grave e diffuso, al punto che le grandi aziende del mondo della tecnologia sono già scese in campo per realizzare strumenti in grado di contrastarlo. Sebbene possano essere utilizzati anche per realizzare contenuti divertenti e leggeri, i deepfake rappresentano un potente strumento attraverso il quale veicolare disinformazione, come ci dimostra l'ultimo caso riportato da Reuters.

Al centro della vicenda troviamo Oliver Taylor, uno studente dell'Università di Birmingham che si diletta a scrivere articoli amatoriali che vengono pubblicati da testate come il Jerusalem Post e il Times of Israel. Taylor è infatti molto vicino al tema dell'antisemitismo e alle comunità ebraiche – essendone un appartenente – e la sua attività online si basa principalmente sulla preparazione di piccoli editoriali e articoli d'opinione. Sin qui nulla di strano, se non fosse che Oliver Taylor non è mai esistito (almeno in questa forma, probabilmente ci sarà un omonimo a cui fischiano le orecchie), in quanto si tratta di un deepfake montato ad arte.

La scoperta arriva in seguito alla pubblicazione di un articolo di Taylor su una testata ebraica pubblicata negli USA, il The Algemeiner, nel quale attacca direttamente due personaggi famosi all'interno della comunità, Mazen Masri e la sua compagna Ryvka Barnard (attivista per i diritti dei palestinesi), definendoli "noti simpatizzanti dei terroristi".


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