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Huawei risponde al fuoco e accusa Verizon, Cisco e HP di violazione dei brevetti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Huawei non ci sta, e risponde all'isolamento sempre più duro imposto dagli USA contrattaccando. Il colosso cinese, che nonostante le difficoltà nel primo semestre del 2020 ha fatto registrare un sensibile incremento delle entrate, ha infatti deciso di far piovere sulle aziende statunitensi citazioni in giudizio per violazione dei brevetti: tra gli obietti più grandi ci sono Verizon, Cisco e HP.

Per paradosso, la mossa è stata resa possibile dagli USA stessi, che recentemente hanno apportato alcune modifiche alle condizioni FRAND (far, resonable and non-discriminatory) per la concessione delle licenze in grado di garantire a Huawei un margine di manovra sufficiente a sferrare la propria offensiva. E l'azienda cinese non si è fatta pregare.

Attualmente, Huawei ha posto in essere centinaia di domande per il pagamento delle royalty sulla proprietà intellettuale: il punto è che al di là dell'esito, la procedura costringerà Verizon e i suoi fornitori a svelare informazioni riservate in sede processuale. E negli States, ovviamente, hanno preso a pensare male. E cioè a ipotizzare che l'intenzione di Huawei sia, fin dall'inizio, proprio questa: sfruttare un cortocircuito giuridico in seno agli USA per arricchire la propria conoscenza dei prodotti e della tecnologia concorrenti.


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